PERCHE'....
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...il pane si rammollisce quando viene chiuso nella plastica? Il glutine contenuto nel pane funziona un po' da spugna e raccoglie l'acqua quando viene fatto l'impasto. Dopo la cottura, inizia gradualmente a rilasciarla. Quindi, se il pane viene chiuso in un sacchetto ermetico, ben presto l'umidità satura l'aria che vi è contenuta e si concentra nella crosta. Per evitare che questo accada, i sacchetti con il pane che si trovano al supermercato hanno tanti forellini. Inoltre il pane con la crosta spessa si conserva più a lungo perché trattiene maggiormente l'umidità.
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...la carne vicino all'osso è più buona? Ci sono diversi motivi per cui la carne vicino all'osso è più gustosa. Nella cottura alla griglia, per esempio, quella parte cuoce meno e resta "al sangue" ed è quindi più succosa e saporita. Inoltre, lì ci sono i tendini che fissano il muscolo alle ossa: con il calore, il collagene di cui sono fatti diventa una gelatina che rende la carne più tenera. Infine, vicino all'osso, in particolare nelle costate e nelle costolette, si concentra più grasso: un componente molto gradito al palato, anche se nuoce parecchio alle arterie. |
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...il limone schiarisce il tè? Colpa dei fenoli, sostanze chimiche naturali contenute nel tè, che sono responsabili della sua colorazione. A contatto con l'aria si ossidano e si trasformano in chinoni di colore bruno. Ebbene, il limone, come tutti gli agrumi, contiene acido ascorbico (vitamina C), un forte antiossidante che trasforma i chinoni colorati in fenoli incolori. E così l'infuso diventa più chiaro. Del resto, il succo di limone si usa spesso in cucina per evitare a frutta e verdura di annerire una volta tagliate (si pensi ai carciofi, alle melanzane, all'avocado, alla mela e alla banana), ma anche per smacchiare. E infatti è perfetto per eliminare da tazzine e teiere proprio le... macchie di tè.
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...i frutti di bosco coltivati sono diversi da quelli selvatici? I frutti di bosco più noti sono i lamponi, i mirtilli neri e rossi, le more, i ribes, l'uva spina e le fragoline di bosco. Hanno forme e colori diversi ma sono accomunati da alcune caratteristiche: contengono vitamine (soprattutto C), diverse sostanze antiossidanti e poche calorie. Ma le varietà spontanee e quelle coltivate, spesso, sono diverse. Con le selezioni e gli incroci, l'uomo ha infatti "migliorato" i frutti di bosco esistenti in natura, per esempio diminuendone i semi, aumentandone le dimensioni e migliorandone la resistenza. Alcune specie adattate alle serre non riescono quindi più a crescere sui rovi mentre, al contrario, alcune forme spontanee non sono riuscite ad adattarsi ai vivai. Di mirtilli, per esempio, ne esiste un centinaio di tipi. Quelli più conosciuti sono il mirtillo nero (spontaneo nelle zone alpine e appenniniche) e il mirtillo gigante americano (che invece è coltivato). Il primo è più piccolo, ha la buccia nera e la polpa violacea. Ha un sapore asprigno, ma un po' aromatico e decisamente intenso. Il secondo ha invece dimensioni maggiori, una buccia scura e polpa chiara. Rispetto a quello selvatico ha un sapore più dolce ma meno caratteristico. Anche i lamponi coltivati sono più grossi e hanno meno semi di quelli spontanei. |
Perché il fritto fa così male? La frittura con oli o grassi, che avviene a temperatura molto alta di quella dell'acqua bollente, porta la superficie del cibo a carbonizzare, un processo che "caramellizza" gli zuccheri presenti (lo stesso processo, quando agisce sullo zucchero puro, forma il caramello). Questo spiega anche perché hanno così successo le patatine fritte e perché si usa nella frittura una pastella ricca di farina: i carboidrati presenti sono coinvolti nella caramelizzazione. Inoltre, la crosticina che si forma immediatamente preserva il sapore degli alimenti fritti. Il fatto che apprezziamo particolarmente i cibi ricchi di grassi e dolci è invece ancestrale: essendo i più energetici, favorivano la sopravvivenza dei nostri antenati primitivi. Ma quello che per loro era raro, per noi è disponibile in abbondanza, mentre il nostro organismo non si è mai evoluto per gestirne grandi quantità. |
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... si dice che le ostriche si mangiano solo nei mesi con la "r"? Perché durante i mesi più caldi, quelli senza "r" appunto (da maggio ad agosto), le ostriche sono nel loro periodo riproduttivo: diventano quindi più magre e si riempiono di una sostanza lattiginosa che le rende meno gustose. Gennaio è l' unico mese senza "r" in cui le ostriche sono ottime. Il modo di dire, infatti, deriva dal francese, e non si adatta perfettamente alla lingua italiana: in francese, anche il mese di gennaio ha un nome con la "r", ossia janvier. L' antica abitudine di pescare le ostriche dall' autunno alla primavera aveva anche un fondamento igienico: prima dell' avvento dei sistemi di refrigerazione, era infatti difficile conservarle durante i mesi estivi. Oggi la tradizione è mantenuta anche per questioni ecologiche: sospendere la pesca durante la stagione dell' amore significa non interferire con il ciclo riproduttivo. Da qualche anno, sono entrate in commercio ostriche d' allevamento che possono essere consumate tutto l' anno: sono sterili e, quindi, non vanno incontro ai cambiamenti del periodo riproduttivo. Sono dette "triploidi", perché il loro corredo genetico non è costituito da coppie di cromosomi identici, come nei normali organismi diploidi, ma da triplette di cromosomi. Vengono ottenute dall' incrocio fra individui diploidi e individui tetraploidi (quattro cromosomi identici): questi ultimi sono presenti in natura, anche se sono molto rari.
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...a Venezia il bicchiere di vino si chiama ombra? L'espressione deriva dal fatto che un tempo piazza San Marco pullulava di ambulanti e negozi di ogni genere, specie mescitori di vino: questi, per tenere meglio al fresco il prodotto, spostavano nell' arco della giornata le damigiane e il proprio banco seguendo l' ombra proiettata dal campanile di San Marco. Oggi, "Andemo bèver un'ombra", si sente ancora pronunciare a Venezia, specie dalla gente più anziana per invitare qualcuno a bere in compagnia un buon bicchiere di vino nei bacari, ossia le antiche osterie. |
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