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ABETE BIANCO Abies alba Miller
Inglese: Silver fir. Francese: Sapin argenté, Sapin blanc. Tedesco: Edeltanne, WeiB-Tanne. Spagnolo: Abeto bianco.
Famiglia. Pinacee.
E’ un grande albero sempreverde, a portamento piramidale, che può raggiungere i 40-50 m, i rami sono disposti con molta regolarità in piani successivi. In giardino è un albero molto adatto come esemplare singolo, necessita di molto spazio per svilupparsi al meglio.. Le foglie, disposte in due file parallele in ciascun lato dei rametti, lo distinguono dall’abete rosso per la presenza nella pagina inferiore di due linee bianche; sono piatte e lunghe sino a 30mm. Le infiorescenze sono formate dai coni che sono di due tipi: quelli maschili sono piccoli e raggruppati alle estremità dei rami , quelli femminili sono più grandi e rivolti verso l’alto. I frutti sono rappresentati dai coni femminili che a maturità si sfaldano lasciando cadere le brattee e i semi in essi contenuti. Preferisce i luoghi soleggiati, o semi ombreggiati; non teme il freddo. Nelle zone con estati molto calde è consigliabile porre a dimora la pianta all'ombra, per evitare il calore eccessivo. In genere si accontenta delle piogge e può sopportare periodi di siccità anche prolungati. Si coltiva in terreno fertile e profondo, molto ben drenato. E’ bene non porre a dimora l’Abete in luoghi che dispongano di terreno poco profondo, nei pressi di scantinati o fondamenta di abitazioni, poiché il suo apparato radicale può essere molto invasivo. La moltiplicazione avviene per seme, in primavera; prima di seminare è opportuno porre i piccoli semi in frigorifero, per almeno 4-6 settimane. In natura lo possiamo trovare nei boschi della regione montana da 800 a 1800 m; è abbastanza diffuso nell’arco alpino, si rinviene qua e là nell’Appennino.
Le sue proprietà balsamiche espettoranti leggermente antisettiche, diuretiche e rubefacenti, si trovano nelle gemme e nei rametti giovani con le foglie Le gemme si raccolgono in febbraio marzo prima della loro chiusura staccandole con le mani, se non vengono usate fresche possono essere essiccate all’ombra in un luogo aerato. I rametti possono essere raccolti durante tutto l’anno recidendo la parte giovane e non vengono conservati perché sono sempre disponibili.
I suoi principi attivi : resina: trementina (alfa e beta-pinene, canfene), acidi resinici, resene. L'olio essenziale (nei rametti e nelle gemme) contiene: alfa-pinene, limonene, borneolo, acetato di bornile, sesquiterpeni. Nella corteccia sono invece presenti: tannino, acidi grassi e minerali. La fondamentale proprietà dell’abete bianco è quella di alleviare disturbi connessi con le affezioni polmonari (bronchiti, malattie da raffreddamento, tosse) per la sua attività balsamica, espettorante e antisettica. E’ efficace come anticatarrale e disinfettante leggero per le vie urinarie. Per l’uso esterno se ne sfruttano le proprietà antisettiche e rubefacenti: le prime ne fanno un efficace deodorante ed antisettico cutaneo; le seconde un ottimo stimolante della circolazione sanguigna valido nei reumatismi. Nell'uso esterno è impiegato sotto forma di oli per massaggi tonificanti. Gli oli essenziali ricavati dalle gemme vengono abitualmente utilizzati per aromatizzare prodotti da bagno. È prescrivibile in infuso, decotto (gemme e foglie) e in sciroppo; si possono fare anche dei fomenti. Fino a qualche tempo fa si usava prescrivere, a convalescenti e a pazienti affetti da malattie polmonari, il soggiorno in boschi di abeti, pini e larici (conifere) per l'aria balsamica che vi si respira.
Uso interno: le gemme sono usate per i disturbi dell’apparato respiratorio, preparando un decotto con 2 g di gemme in 100ml di acqua e bevendone una tazza due volte al giorno. I rametti e le foglie , sono usati per i disturbi delle vie urinarie e per i reumatismi, preparando un decotto con 2 g in 100 ml di acqua e bevendone una tazzina due volte al giorno. Per uso esterno si usano le gemme i rametti e le foglie. Per attivare la circolazione cutanea, disinfettare e deodorare, si prepara un decotto con 5 g di composto in cento ml di acqua e si applica sulla cute per 15 minuti mediante compresse di garza. Per uso cosmetico, una manciata di gemme o rametti avvolti in una garza ed infusi nell’acqua del bagno permettono di ottenere un bagno balsamico, vivificante e deodorante, adatto dopo un intensa giornata sportiva.
Note storiche. «Dalle ombre velenose», così anticamente si credeva di questo albero, il cui nome antico e dialettale era «Abeto». Cesare Menini, in uno studio su un ricettario attribuito a Michele Savonarola (1384-1468), medico padovano, ci informa che «per favorire il parto, bisognava ungere le donne con olio lambicato di abete bianco e rosso»; mentre Ettmuller affermava che la corteccia «asciuga e restringe» e la consigliava nella cura delle ulcere esterne. Oltre la corteccia si potevano adoperare i coni e la resina, che veniva anche chiamata Terbentina veneta. In un ricettario medico del 1892, che raccoglieva famose ricette, così si prescriveva per combattere i «catarri cronici e la tisi»: R. Lacrime di Abete grammi 2 Spermaceti grammi 2 Estratto bacche di ginepro grammi 3 m. f. pili. N 12. ogni due ore. Utilizzato nel Nord Europa, nella costruzione di abitazioni, il legno d'abete è anche impiegato nell'affumicazione dei tipici salumi tedeschi, per conferirgli quel particolare aroma. «Lacrima d'abeto», così i monaci di Camaldoli (Arezzo) chiamano il tipico liquore che essi stessi producono da questo albero.
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