ALLORO

 Laurus nobilis


(Alloro o Lauro)


Inglese: Laurei, Sweetbay.

Francese: Laurier noble, Laurier sauce.
Tedesco: Lorbeerbaum.

Spagnolo: Laurei noble.


Famiglia. Lauracee.


Habitat e descrizione.

 È un arbusto o piccolo albero sempreverde che può anche raggiungere i 6 metri di altezza, ciò dipende dal tipo di terreno; è diffuso nell'Europa meridionale, Africa nord-occidentale, Asia sud-occidentale. Le foglie, numerose, hanno un caratteristico odore aromatico, consistenza coriacea e sono lisce. I fiori sono raccolti in ombrelle di color giallino; il suo frutto è una drupa di color scuro. Si raccoglie in estate.
L'alloro non va confuso con il pericoloso lauroceraso.


Note storiche.

 Dal celtico lauer (sempreverde). L'alloro fu sacro ad Apollo e ai poeti perché si pensava che masticarne concedesse il dono della profezia; e Dioniso chiama l'alloro «pianta profetica». Plinio ne parla come simbolo di gloria (XV 30) e ci dice che fu pianta sacra anche a Dionisio e Giove, forse perché è l'unico albero piantato dall'uomo che non viene colpito dai fulmini (XVI, 230). Sembra, almeno così raccontava Svetonio, che Giulio Cesare per mascherare la sua calvizie portasse sempre sul capo una corona d'alloro. Narra la leggenda che Eros, il piccolo e capriccioso Dio dell'amore, mentre tentava di piegare un arco, fu deriso da Apollo. Allora Eros per vendicarsi lanciò due frecce, una colpì la ninfa Dafne (il primo amore di Apollo) e spense la passione di questa per Apollo; l'altra colpì il nume accendendo il sentimento verso Dafne. Subito Apollo provò un irresistibile amore per la ninfa che però per lui provava solo disprezzo e paura. Allora Dafne, per sottrarsi alla passione di Apollo, fuggì inseguita dal Dio, sul punto di essere raggiunta, invocò l'aiuto della madre che la trasformò in una pianta di alloro. Apollo, disperato, rivolgendosi a quell'albero (Ovidio, Metamorfosi, i) disse: «Di te sempre, o alloro, saranno ornati i miei capelli, la mia cetra, la mia faretra» (Paolo Acrosso). «Ad galinas» (per via dell'abbondanza di polli), così era chiamata una villa dei Cesari, posta, nell'antica Roma, in un territorio situato presso la nona pietra miliare della via Flaminia, all'incirca nella zona odierna di Prima Porta. Ebbene, in questo luogo vi era un terreno di proprietà di Livia (moglie di Augusto) in cui vi era un boschetto di lauro, che serviva a intrecciare le corone dei trionfi. Plinio il Vecchio ci dà spiegazione del perché tali fronde venissero prelevate proprio da quel luogo. Un giorno Livia, ormai moglie di Augusto, riposava in questa sua tenuta (estesa dalla Flaminia alla via Tiburtina) e un' aquila lasciò cadere nel suo grembo una gallina bianca che teneva, nel becco, un ramoscello d'alloro che subito fu piantato; mentre alla gallina fu dato un gallo. Passò del tempo e dal ramoscello di alloro scaturì un fitto laureto, e la villa si popolò di polli. Ogni personaggio, che avesse goduto gli onori di un trionfo avrebbe cinto il capo con un rametto di quella pianta e, dopo i festeggiamenti, sarebbe dovuto tornare alla villa per ripiantare subito il ramoscello; ciò per auspicarsi che allori e trionfi si moltiplicassero. E la leggenda narra ancora che, quando uno di questi personaggi incoronati era giunto alla sua ora estrema, l'alloro che questo aveva piantato seccava, quasi volesse significare e indicare la fine del suo piantatore. Per il Mattioli, i piccioni userebbero l'alloro per purgarsi, ma soltanto una volta all'anno. Anche il corvo si purgherebbe con l'alloro, ma solo dopo aver ucciso il camaleonte che è ritenuto velenoso. De Gubernatis (secolo XIX) ci racconta che a Bologna lo si usa come strumento di previsione sui raccolti: se ne bruciano delle foglie e se queste crepitano il raccolto sarà abbondante (anche Tibullo lo afferma). In Sicilia gli stregoni si cingono d'alloro per evitare tuoni e fulmini, e a S. Cataldo (Caltanissetta) è albero sacro alla Madonna ed è usato nella processione del 7 di dicembre. Nella medicina popolare lucana, per far passare i dolori mestruali, si adoperava un decotto di fiori di camomilla, di malva e 2 e 3 foglie di alloro.


Parti usate. Foglie e frutti.


Componenti principali.

 Olio essenziale per circa la metà costituito da 1,8-cineolo, e poi da alfa-pinene, linalolo, acetato di terpinile, terpinolo, sabinene, limonene. Tannini, zuccheri, olio grasso, laurenobiolide, costunolide (lattoni sesquiterpenici).


Indicazioni terapeutiche.

 Antireumatico, nell'uso esterno, mediante massaggi del suo oleolito; è impiegato dalla medicina popolare, per uso interno, per le sue proprietà balsamiche. Sia le foglie che le bacche possono essere utilizzate in infuso o in decotto. L'olio essenziale viene utilizzato nell'alimentazione.
 

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