ARISTOLOCHIA

Aristolochia clematitis L.

(Stallogi)

 

Inglese: Birthwort.

Francese: Aristoloche clématite.

Tedesco: Gemeine Osterluzei.

Spagnolo: Aristoloquia clematitide.

 

Famiglia. Aristolochiacee.

 

Habitat e descrizione.

 Piccola pianta perenne di origine mediterranea, alquanto diffusa nei terreni calcarei e nelle zone temperate (Europa centro-meridionale, Asia). È naturalizzata nell'America del Nord. È una pianta erbacea le cui foglie hanno forma ovato-cordata e sono intere; i suoi fiori hanno la corolla giallo-verdastra, mentre il frutto è ovoidale e pendulo.
Si trova comunemente nei bordi delle strade, nei prati e nei campi e può raggiungere gli 80 centimetri di altezza; fiorisce in maggio-agosto.

 

Note storiche.

Secondo Lemery (1719): «UAristolochia clematitis, seusaracenica, ha rami dritti, e più forti delle altre, circa due piedi alti: ha le foglie simili a quelle dell'Ellera, grinzute, e sostenute da codicelle lunghe: ha i fiori lunghetti, e gialli, ma pallidi: ha i frutti più grossi delle altre, di figura ovale, divisi in sei celle, e pieni di seme schiacciato: ha la radice minuta, filosa, o stoppacciosa, e grigia. Cresce ne' campi, Vigne, Boschi, e ne' paesi caldi. Ve n'è di varie specie».
E nel secolo scorso si affermava: «Le radici delle aristolochie sono amare stimolanti, e credute emmenagoghe, ma sono poco in uso presentemente, perché riescono nauseanti allo stomaco. Dose da uno scrupolo a due in una libbra d'acqua, per farne decotto. Si osservi che la radice di calumba è alle volte falsificata con la radice di aristolochia rotonda» {Farmacopea ferrarese, 1821).

 

Parti usate. Rizoma e foglie.


Componenti principali.

Acido aristolochico, allantoina, olio essenziale, tannini, flavonoidi, un alcaloide (magnoflorina), fitosteroli.


Indicazioni terapeutiche.

È una pianta tossica. Alcuni autori hanno segnalato un aumento dell'attività dei globuli bianchi. Nell'uso esterno ha proprietà cicatrizzanti, ed è indicata nel trattamento delle fistole, ulcere, e nelle infezioni ginecologiche.

 

Curiosità:

I fiori giallo oro e l’odore particolare della Aristolochia sono una trappola per gli insetti, i quali entrati nelle corolla, a forma di pipa, scivolano su di un rivestimento ceroso che si trova all’interno e poi una barriera di peli impedisce loro di risalire all’esterno. Quando poi, il fiore appassisce, gli insetti prigionieri, ricoperti di polline, si liberano, assicurando così l’impollinazione.
 

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