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Mandorlo
Prunus dulcis (Mill.) D.A. Webb.
Prunus amygdalus L. var. Dulcis Stock.
Sinonimi: Prunus communis L.
Famiglia: Rosaceae
Nomi locali Amandua,
Amandura (Lig.), Mandola (Piemonte), Sacarela (Lomb.), Mandolar (Veneto),
Mandla, Amandul (Em.), Maaela (Abr.), Amennola (Camp.), Amendulara (Cai.),
Amiddalea (Pug.), Mennula (Sic.), Amendola (Sard.)
Inglese: Almond tree.
Francese: Amandier commun.
Tedesco: Mandelbaum.
Spagnolo: Almendro.
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È un albero
a foglie caduche, alto fino a 5-10 metri, abbondantemente
ramificato; i rametti, sottili e con la corteccia liscia
e glabra, sono talvolta, nelle forme selvatiche, rigidi
e spinescenti; la corteccia del tronco è screpolata da fenditure
longitudinali.
Le foglie, alterne, sono oblungo-lanceolate,
si restringono a cuneo alla base e sono lungamente acuminate
all'apice; il margine è seghettato con i denti spesso terminati
da una piccola ghiandola; la superficie è glabra, la pagina
superiore è verde scura e lucida, l'inferiore opaca e più
chiara; il picciolo è spesso molto corto e con alcune ghiandole.
I fiori sbocciano prima della comparsa delle
foglie; il calice ha cinque sepali con il margine lanuginoso;
la corolla è composta da cinque petali ovali, ristretti
a cuneo alla base e appena incisi in due lobi all'apice,
bianchi o rosati con la base rossa.
II frutto è una drupa con la superficie esterna
verde, pelosa e con un leggero solco laterale; a maturità
la porzione esterna si secca e si stacca mettendo allo scoperto
il nocciolo, di forma oblunga, con la superficie solcata
e forata; questo contiene uno o talvolta due semi ovali
con l'apice acuto. I semi sono dolci o amari secondo le
varietà.
Originario dell'Asia, è coltivato da tempi
remoti, specialmente nell'Italia centro-meridionale, in
ambiente mediterraneo fino alla zona submontana.
La droga: I semi della varietà dolce
(mandorle)
I semi si ottengono raccogliendo i frutti
in estate quando, a completa maturità, cadono dall'albero.
I semi con tutto il guscio si lasciano asciugare
all'ombra e si conservano quindi in scatole di legno o in
sacchetti di tela.
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Proprietà: regolatrici intestinali, rinfrescanti,
emollienti, antiìnfiammatorie
Principi attivi: proteine, grassi, zuccheri,
sali minerali, vitamine, olio fisso (acido linoleico, oleico,
ecc.). oleine, mucillagini, emulsina, steroli.
I semi del Mandorlo hanno
ottime virtù energetiche e dietetiche poiché contengono
un'elevata quantità di proteine, grassi, zuccheri e sali.
La varietà amara ha all'incirca la stessa composizione di
quella dolce, ma ha in più dei composti contenenti acido
cianidrico che la rendono velenosa anche se consumata in
modeste quantità; il suo uso è perciò da bandire fra le
pareti domestiche, lasciandone l'impiego a farmacisti e
pasticcieri che la sanno utilizzare nelle giuste proporzioni.
Un'altra utilizzazione fondamentale, soprattutto dell'olio
che da esse si ricava, è fatta dall'industria cosmetica
e farmaceutica che ne sfruttano il potere emolliente, rinfrescante
e lassativo. L'olio di mandorle dolci deve essere acquistato
in farmacia per essere certi delle sue caratteristiche di
purezza. Come rinfrescante dell'intestino e della vescica
e calmante della tosse, si può preparare in casa il classico
latte di mandorle dolci. Dai frutti del mandorlo si ottiene
una crema utile come detergente cutaneo e ammorbidente della
pelle delle mani. Prendete della farina, unitevi un po'
di vasellina e formatene una sorta di pasta; strofinatevi
a lungo le mani e successivamente lavatele in acqua senza
sapone. Amalgamate tre cucchiai di farina di mandorle dolci
con mezzo cucchiaio di limone e di infuso di rosmarino (3
grammi in 100 di acqua). Fatene un impiastro, quindi spalmate
e lasciate sul viso per venti minuti. È una maschera depurativa,
detergente e tonica.
Uso interno: i semi
Per regolare l'intestino.
Olio - Uno-due cucchiaini o cucchiai
a seconda dell'età. Per rinfrescare l'intestino e la vescica.
Latte - Ridurre
in polpa 100 g di mandorle sbucciate, spremerne il succo
e aggiungere 100 g di zucchero e l'acqua necessaria a ottenere
due litri di prodotto. A cucchiai, a piacere, diluendo eventualmente
con acqua.
Uso esterno e
cosmetico: i semi
Per pelli e mucose
infiammate.
Polpa - Applicare
sulle zone interessate.
La polpa delle
mandorle dolci, ben omogenea ed eventualmente diluita con
latte, è un ottima maschera di pulizia schiarente e idratante.
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Note storiche.
Alcune leggende narrano che il mandorlo
è, per gli Ebrei, un simbolo di «vigilanza» giacché è l'albero che
per primo fiorisce, annunciando la primavera. Per Plinio e Plutarco
la mandorla è un rimedio contro l'ubriachezza. Plutarco, infatti,
narra di un medico, abituale ospite presso Druso, il figlio di Tiberio,
che sfidava chiunque a bere del vino, ma che fu sorpreso un giorno
a mangiare, prima del pasto, mandorle amare: e confessò che se non
le avesse mangiate anche una minima quantità di vino gli avrebbe
dato alla testa. Mattioli ci fa sapere che: «La decottione della
radice del Mandorlo amaro pesta, leva via le macchie della faccia.
Il medesimo fanno le sue mandorle applicate in forma di lenimento.
Fattone empiastro in su la fronte, e parimente in su le tempie con
aceto, levano il dolore del capo [...]. La gomma dell'albero scalda
e costringe. Liquefatta in aceto, sana le impetigini, che sono tra
carne, e pelle: e bevuta in vino anaquato, conferisce alla tosse
vecchia [...]. Le mandorle dolci, son buone per mangiare, ma sono
manco efficaci, che le amare per le medicine: nondimeno diseccano
anchora esse, e provocano l'orina. Le verdi con tutta la corteccia,
che le cuopre, mangiate ne i cibi, giovano alla humidità dello stomaco».
E per la tosse dei fanciulli, nel XVII secolo, andava in voga la
seguente prescrizione: «P'iglia di mandorle dolci purgate quanto
che vorrai, pesterai bene, dissolverai con acqua di finocchi stilata
per lambicco, e postovi del zuccaro farai cuocer tanto che diventi
spesso e darai mangiar a i putti» (Alessio Piemontese). Al di là
di queste applicazioni, spesso fantasiose, nel 1800 si vede un uso
più razionale del mandorlo dolce, come indicano due ricette dell'epoca.
Una di esse insegna a preparare un composto per alleviare il prurito
vulvare; si consigliava R. Gomma arabica polv. 8 grammi Balsamo
del Perù 4 grammi Olio di mandorle dolci 12 grammi Acqua di rose
30grammi pennellazioni. L'altra ricetta era usata come lenitivo
nelle ustioni: R. Acqua di calce da 10 a 30 grammi Olio di mandorle
dolci 40 grammi.
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