ACERO

 

Pianta spontanea diffusa in tutta Europa in pianura e nei boschi sino a 1000 m. In Italia è presente in tutte le regioni.

 

Specie ornamentale utilizzata nei giardini e nei parchi (tollera bene le potature). Un tempo veniva usato per sostenere i filari di vite, specie in Emilia. Il legno era impiegato per la costruzione di utensili per l'agricoltura e  arnesi da cucina.

 

 E’un albero a foglia caduca che può raggiungere i 10metri , ma più spesso lo si rinviene come arbusto; sui rami giovani si formano talvolta delle ali suberose.

 

Le foglie, di forma palmata, larghe al massimo 12 cm, sono divise in cinque lobi variamente dentati; di questi, i due laterali sono piccoli ed il centrale è grande; il colore è verde intenso sopra e verde chiaro nella pagina inferiore che è più o meno pelosa-vellutata specie lungo le nervature.

 

I fiori, distinti in maschili e femminili, hanno i petali inseriti su un disco nettarifero; essi sono riuniti in corimbi, sono piccoli e di colore bianco-verdastro.

 

I frutti sono delle samare formate da due semi, ciascuno munito di un’ ala divergente orizzontalmente, a differenza di quelle altre specie di Acero che formano un angolo più o meno acuto; queste ali, facendo girare vorticosamente il seme quando cade, lo fa allontanare dalla pianta che lo ha prodotto, favorendo la disseminazione.

 

I principi attivi: tannini, fitosteroli, allantoina, colina, si trovano nella corteccia dei rami giovani, si raccoglie in primavera , quando è più facile staccarla, tagliandola dai rami non molto vecchi; si praticano due tagli anulari congiunti da uno longitudinale, si inserisce la punta del coltello e facendo leva si stacca la corteccia. Si conserva essiccandola al sole e riponendola in sacchi di carta quando è ben asciutta.

L’acero, in genere, è pianta di uso domestico molto comune per la possibilità di ottenere dalla linfa primaverile di una sua varietà uno sciroppo zuccherino che, oltre a sostituire il comune zucchero di canna o di barbabietola, ha proprietà rinfrescanti. Nel nostro paese l’Acero “da zucchero” non è diffuso. Dell’ Acero che alligna in Italia si può utilizzare,  per uso esterno, la corteccia. Per il suo contenuto in tannini essa è indicata, come rinfrescante ed astringente, per applicazioni locali o bagni su pelli arrossate e fragili.

 

Per uso interno, come astringente intestinale, si prepara un decotto con 3 grammi in 100 ml di acqua. 2/3 tazzine al giorno.

 

Per uso esterno per pelli arrossate si prepara un decotto con 5 grammi in 100 ml di acqua da applicare con compresse di garza imbevute, sulle parti interessate, per 15 minuti.

 

Per Uso cosmetico: una manciata di corteccia, gettata nell’ acqua del bagno, da beneficio a pelli particolarmente fragili e delicate.

 


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