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ALKEKENGI Physalis alkekengi L.
Francese: Coqueret alkékenge. Tedesco: Blasenkirsche, Judenkirsche.
Spagnolo: Halicàbalo, Vejiga de perro.
Pianta erbacea perenne che può raggiungere dai 30 ai 60 centimetri d'altezza; molto comune nei boschi di latifoglie e sui ruderi. Fiorisce da maggio a giugno. L'alkekengi ha una particolarità: il suo calice forma un involucro di color rosso-arancio dentro il quale sta racchiusa la bacca. Questa, grande quanto una piccola ciliegia, matura in settembre. Le bacche, di sapore acidulo, sono commestibili e possono entrare nella composizione delle marmellate. Ha fusto eretto, foglie picciolate, ovate e romboidali; i fiori sono di colore bianco. È spontanea fra le siepi, lungo i sentieri umidi. È diffusa in Europa centro-meridionale, Asia occidentale, America settentrionale, Nord-centro Italia.
Il dizionario Battaglia riporta che il suo
nome deriva dallo spagnolo alquequenje, e la dizione alkakengi fu usata
dal 1555; derivato dall'arabo «al-kakang», il nome di origine araba
significa «vescica», in quanto il calice si mostra gonfio a causa della
bacca che contiene.
Frutti (bacche globulose di color rosso). Tannino, fisalina (alcaloide), vitamina C, carotenoide.
I frutti hanno azione diuretica, febbrifuga, antigottosa e urolitica. Si preparano in decotto.
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