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ALOE
Tedesco: Aloe. Spagnolo: Aloe.
Esistono ben 200 specie di aloe che vegetano in Africa orientale e meridionale, nell'America tropicale, in Europa. Le aloe sono piante tropicali e subtropicali conosciute come xerofite, perché hanno la capacità di sopravvivere in periodi di lunga siccità; riescono infatti a evitare la perdita di acqua. L'aloe vera, o aloe barbadensis, o aloe curacao, è una specie originaria delle zone del Mediterraneo ed è coltivata nelle Antille e nel Venezuela. Pianta con fusto legnoso semplice, con foglie a rosetta carnose, triangolari, con margine aculeato. I fiori sono raccolti in pannocchia e di colore rosso; il frutto è una capsula triloculare. Può avere diversi metri di altezza e si raccoglie tutto l'anno.
Dioscoride, che già conosceva questa pianta, ne fece uno studio più approfondito e mise in risalto le qualità purgative di questo vegetale. E curiosa la tradizione degli Egiziani che, ancor oggi, continuano a piantarla all'ingresso di una nuova casa, così da potersi assicurare lunga vita e felicità. Sembra che con l'aloe e la mirra (così prescriveva la sepoltura in uso presso gli Ebrei) venne aromatizzato il corpo di Cristo (Giovanni 19, 39). Nell'antica Grecia, dall'essudato di aloe si ricavava una resina assai profumata e Celso ricorda un famoso preparato per ferite chiamato «il Sigillo» (basato su una ricetta di Poliido) che aveva proprietà astringenti, emostatiche e disinfettanti. Tale preparato era composto da: mirra, aloe, melograno, fiele di bue, allume, solfato di rame. E Scribonio Largo (i secolo d.C.) consigliava come stomachico e purgativo pillole di aloe e sapone. «Le applicazioni giornaliere con legno (specialmente di aloe e rosmarino e miele rosato) giovano a detergere i denti e a rinforzare le gengive, nonché a render grato l'odore della bocca.» Così consigliava M. Savonarola. Sembra che gli Zulù, prima che il travaglio inizi, diano alla gestante un decotto di foglie di Aloe arboscens. Il Domenichi, traducendo Plinio, ci ricorda: «L'Aloe si sparge sulle scorticature ne "membri" genitali degli uomini, sui condilomati e sulle fessure del sedere, quando col vino, quando col vin cotto, e quando secco perse [...]. Mangiasi decozione di mele, o ragia trementina a purgar le interiora, leva le pellicine che si sfogliano intorno alle unghie delle dita». Gli Zulù sulle tombe dei loro morti piantano sempre un'aloe poiché credono che possa tener lontano il male. A. Scarpa riferisce che le gemme dell'aloe sono tra i cibi preferiti dai Boscimani.
Succo condensato secco ricavato dalle foglie di diverse specie di aloe.
Derivati idrossiantracenici (aloina e barbaloina), mucillagini, resinotannoli, olio essenziale, cumarine.
Il succo estratto dalle foglie contiene un potente lassativo (aloina) e una sostanza (resina) irritanti per il tratto gastro-intestinale. L'aloe si può usare sotto forma di polvere, di estratto secco, di tintura; si può utilizzare anche l'aloina pura cristallizzata. In polvere, o come unguento, l'aloe si usa nelle ferite e negli eczemi, questo grazie alle sue proprietà antisettiche. E controindicata in gravidanza, nel periodo mestruale, nelle emorroidi, nell'allattamento, nelle coliti, negli stati infiammatori renali, uterini e vescicali.
Occorre fare attenzione al dosaggio di questa pianta, che se improprio può causare disturbi a livello gastro-intestinale quali: nausea, vomito, diarrea.
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