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AMAMELIDE
E un piccolo albero a foglie alterne, originaria dell'America del Nord, molto diffusa in usa e nel Canada; è spontanea in Florida, nel Nebraska, nel Texas. Ha foglie ovoidali di forma romboide. I fiori sono riuniti in glomeruli, il frutto è una capsula legnosa. La ritroviamo anche in Europa; generalmente fiorisce da gennaio ad aprile, alcune volte anche in autunno, ma la si raccoglie in primavera.
Ampiamente utilizzata dalla medicina dei pellerossa, YHamamelis virginiana (perché originaria della Virginia), il cui nome secondo alcuni deriverebbe dal greco àu,a|ifJAOV (amamèlorì) cioè insieme con i frutti, perché sulla pianta si ha la contemporanea presenza dei fiori e dei frutti, fu introdotta in terapia alla fine dello scorso secolo. Fu nel 1870 che la pianta venne portata in Europa e usata come antivaricoso (Durham e Hughes), antiemorroidario e antiemorragico uterino. Secondo il reverendo Cutler, gli indiani d'America consideravano quest' albero nella loro «materia medica», e ne usavano la scorza come sedativo, nelle malattie della pelle, come antidolorifico e nelle infiammazioni esterne. Un cataplasma di scorza veniva utilizzato nelle infiammazioni oculari, e la stessa parte della pianta veniva masticata per avere un effetto astringente. Sovente, anche la emottisi e le emorragie uterine venivano curate con la droga assunta per via orale, mentre l'impiego esterno avveniva per traumi distorsivi, e tutti coloro che partecipavano a gare usavano massaggiarsi i muscoli delle gambe con decotto di amamelide.
Foglie, rametti.
Tannini catechici e gallici, mucillagini, saponina, olio essenziale, un principio amaro, flavonoidi (eterosidi del quercetolo) che agirebbero a livello del microcircolo; la droga è un eccellente vasocostrittore.
L'Hamamelis trova la sua principale applicazione nel trattamento delle varici venose, delle flebiti, delle tromboflebiti e nella terapia dell'insufficenza venosa. Si usa, in questi casi, per via orale in infuso, in decotto, in tisana, in estratto fluido o idroalcolico, in tintura madre. Nell'applicazione esterna è possibile impiegare il filtrato del decotto o l'estratto idroalcolico, sia nelle piaghe che nelle ferite, che nelle ulcere da decubito. L'acqua distillata di amamelide ha azione disarrossante ed è utile per pelli delicate e irritate; è utilissima come rinfrescante, come dopobarba. Ancora oggi l'acqua distillata di amamelide (dai rametti e dalle foglie) è indicata, sotto forma di collirio, nelle infiammazioni oculari e nelle occhiaie.
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