ANGELICA SELVATICA

 

E' una pianta vivace con una grossa radice, molto simile alla precedente; il fusto, alto fino a due metri e talvolta di più, è spesso soffuso di color porpora.

Le foglie alla base del fusto sono bi o tripennate con foglioline più regolarmente e meno profondamente dentellate della specie precedente; quelle del fusto sono sessili con una grossa guaina amplessicaule da cui escono, nella parte superiore dello scapo, le ombrelle.

L'infiorescenza, composta da ombrelle e ombrellette, porta dei piccoli fiori di colore bianco talvolta con sfumature rosa.

Il frutto è formato da due acheni addossati percorsi, nella faccia esterna, da tre creste ben nette e molto rilevate; al margine hanno un'ala larga quanto il seme, sottile e di consistenza membranacea.La forma del frutto, le creste molto marcate e l'ala molto larga sono le caratteristiche che permettono di distinguere questa specie dalla precedente.

La pianta è largamente diffusa in Italia nei luoghi ombrosi e umidi, nei boschi freschi, lungo i ruscelli dal piano alla regione submontana.

La droga si trova nelle radici e nei frutti.

La radice si raccoglie in ottobre novembre al termine della vegetazione, scavandola con la vanga e mondandola dalla terra e dalle radichette; i frutti si raccolgono in agosto-settembre tagliando con le forbici le ombrelle quando sono mature.

Le radici si tagliano in pezzi di 5-10cm e si essiccano al sole.

I frutti si essiccano al sole su di un telo, quindi si battono e si setacciano per separarli dalle impurità.

Le radici si conservano in sacchi di carta o tela, i frutti in vasi di vetro.

 

Le sue proprietà sono: ha all'incirca le stesse dell'Angelica officinale e la stessa caratteristica di essere stimolante a dosi basse e deprimente ad alte dosi.

 

Principi attivi: resine, tannini, e olio essenziale.

 

La differenza fra l'angelica selvatica e quella officinale è relativamente piccola ed il riconoscimento deve essere fatto con cura anche se non è così importante distinguere assolutamente le due piante che hanno in fondo azioni simili.

E' invece molto importante distinguere assolutamente le due angeliche dalla cicuta che è pianta velenosissima.

Dell'Angelica selvatica si usano in particolare le radici e i frutti; a titolo di curiosità si può indicare che gli steli giovani dell'angelica sono ottimi canditi.

All'Angelica selvatica si attribuisce anche un' attività espettorante.

 

Per uso interno: le radici.

Per la cattiva digestione e per la tosse.

Infuso - 2g in 100ml di acqua. A bicchierini.

Per uso interno: i frutti

Per la cattiva digestione e per la tosse.

Decotto - 2g in 100ml di acqua. A bicchierini.

 

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