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ANICE
E’ una pianta annuale, glabra o più spesso finemente pubescente, a fusto semplice, eretto, alto fino a 50cm; emana un forte odore di anice. Le foglie basali, lungamente spicciolate, sono tondeggianti, a base talvolta cordata , cioè a forma di cuore, con il margine variamente dentato; quelle del fusto sono molto varie: le inferiori sono formate da tre foglioline, le superiori sono da pennatosette a bi o tripennate con i segmenti lineari; il picciolo è slargato in una guaina amplessicaule. L’infiorescenza è formata da ombrelle con o senza brattee, composte di sette-quindici pendutoli leggermente pubescenti che sostengono dei piccoli fiori con petali bianchi. Il frutto, lungo 3-5mm, è formato da due acheni ovoidali coperti di peli setolosi rigidi. La pianta, di probabile origine asiatica, è coltivata da tempo immemorabile per i suoi frutti aromatici; talvolta si trova qua e là sfuggita alle coltivazioni e naturalizzata.
La droga si estrae dai frutti.
I frutti si raccolgono a maturità in luglio-agosto recidendo tutta la pianta. Le piante recise si pongono a essiccare all’ombra, in mazzetti o in strati sottili; quando sono ben secche si battono su di un telo e si setacciano per separare i frutti dagli elementi estranei. Si conservano in vasi si vetro.
Proprietà: aromatiche, aperitive, digestive, antispasmodiche.
Principi attivi: resine e soprattutto un olio essenziale contenente, tra l’altro, una sostanza detto anetolo. Le sue applicazioni sono molteplici: trova indicazione, infatti, come carminativo (meteorismo), stomachico, spasmolitico, stimolante la peristalsi intestinale (nelle atonie) e nelle gastralgie. La sua azione fluidificante del muco viene utilizzata nelle affezioni del sistema respiratorio. Associato ad altre droghe, viene utilizzato nella terapia della mastopatia fibrocistica, e come galattagogo. Si prepara in infuso, decotto, estratto idroalcolico. La droga, ad alte dosi, può dare qualche fenomeno di intossicazione. Usato come aromatizzante nei dolci, entra nella composizione di vari liquori, quali: Pernod, Pastis (francesi); nel Mistrà e nell'Anisetta (italiani). Lo ritroviamo anche nell'Ouzo greco e nel Raki turco e siriano. Nella cucina indiana è uno dei componenti del curry. L'anice compone anche l'acqua dentifricia di Botot, la cui formula è: anice grammi 30, cannella grammi 8, chiodi di garofano grammi 8, essenza di menta grammi 2. Si fa macerare il tutto per otto giorni in 750 grammi di alcool, quindi si filtra. Cinque gocce di questa composizione, diluita in un po' d'acqua, servono a disinfettare la bocca o tonificare le gengive. Un gradevole liquore d'anice si fa con 40 grammi di semi contusi di anice, grammi uno di cannella, 500 grammi di zucchero, litri uno di alcool a 95 gradi, 100 grammi di acqua. Si fa macerare il tutto per sei settimane; e lo si può prendere, a piccole dosi, per le sue qualità digestive e carminative. Tradizionalmente vengono attribuite all’Anice le proprietà di stimolare la secrezione lattea e di regolarizzare il ciclo mestruale.
Uso interno: i frutti. Per la cattiva digestione e i gas intestinali. Infuso – 1g in 100ml di acqua. Una tazza dopo i pasti principali. Per crampi intestinali, insonnia, eccitazione nervosa. Tintura – 20g in 100ml di alcool di 70° (a macero per 10 giorni). Dieci-venti gocce per volta su zucchero o in acqua, non superare mai le 50 gocce al giorno.
Note storiche. È chiamato Illicium dal latino illicere, cioè eccitare, allettare (per il profumo delle infruttescenze), verum, cioè il vero anice, stellatum per la forma a stella delle infruttescenze. Il nome volgare «badiana» deriverebbe dal latino badius-bajo per il colore rossastro dei frutti. La droga (i frutti), sacra in Giappone e Cina, nota come eupeptica e aromatizzante, veniva bruciata, già durante la dinastia Sung, davanti alle pagode cinesi. Fu solo nel 1558 che venne introdotta in Europa, soprattutto in Inghilterra. L'anice di Cina viene chiamato: tahoci hiang,pa kio hoci hiang,payué tchon. Nel secolo scorso, nella Storia naturale medica, si affermava: «Il vero anice stellato di Cina è prodotto dall' illicium anisato, arbusto che vive in tutti i paesi caldi. Il frutto multiplo è formato di follicoli coriacei, riuniti in stella, che gli hanno fatto dare il nome di anice stellato. Coi frutti si fa l'anice».
Vedi ricetta: Anicini
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