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ANSERINA
Potentina anserina
L.
Inglese: Silverweed, Goose-weed.
Francese: Potentine ansérine.
Tedesco: Ganse-Fingerkraut.
Spagnolo: Argentina, Plateada.
Famiglia. Rosacee.
Habitat e descrizione.
Pianta erbacea perenne alta dai 20 ai 40 centimetri;
è presente in Europa, Asia occidentale, America del Nord. Preferisce
le zone umide, calcaree, montagnose. Possiede foglie composte da molte
foglioline ovali e dentate; i fiori, solitari, sono di colore giallo
e posti al termine di un lungo peduncolo. Il frutto è un achenio reniforme.
Si raccoglie in luglio.
Note storiche.
«Si crede ch'ella partecipi d'un sale alcalinitroso,
onde dicesi che cacci l'orina. Il sugo di lei, ovvero ancora la decozione
è un ottimo nefritico, e bevuta spesso da un itterico, produce
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in esso un meraviglioso giovamento. Ne' parosismi febbrili pistata questa
pianta con sale, e aceto si applica alle piante de' piedi; tuttavia
internamente non adoprasi con sicurezza, poiché ne viene prolungato
il parosismo», così sosteneva P. Fusanacci nel Supplemento al Dizionario
di Sanità, 1784, tomo IV. Nel secolo scorso l'anserina era indicata
come: «erba dell'India, a odore assai forte. Usata come antielmintico».
Parti usate.
La pianta intera.
Componenti principali.
Tannini, triterpeni, acido gallico.
Indicazioni terapeutiche. La sua ricchezza in tannini la rende utile,
nell'uso interno, nelle forme diarroiche; ha altresì proprietà spasmolitiche
(a livello dell'apparato digerente). La si prepara in decotto o in tintura.
L'infuso impiegato esternamente, in sciacqui del cavo orale, ha azione
antinfiammatoria ed è indicato in gengiviti e mal di denti.
Viene anche segnalata un'azione cicatrizzante.
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