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APARINE Galium aparine L.
«L'aparine da alcuno detto onfacocarpo, da altri filantropo [...]. Una dracma del suo seme bevuta in vino è efficace alle serpi e contro a' falangi; le foglie poste in su la ferita riempono l'abondanzia del sangue»: è quanto scrive, traducendo Plinio, Cristoforo Landino (1424-1498). Mattioli riferisce che: «L'Aparine nasce per tutto, e massimo tra le lenticchie, e chiamanla molti sferonella. È molto ruvida, e però quando è matura, s'appicca tenacissimamente alle vesti». Sempre Mattioli ci dice: «L'Aparine cresce con molti piccioli rami, aspri, e quadrati [...]. Usanla i pastori in vece di colatoio, per cavar fuori i peli del latte. Il succo del seme, del fusto, e delle frondi, è valoroso bevuto contra à i morsi delle vipere, e di quei ragni, che si chiamano phalangi: medica i dolori delle orecchie distillatovi dentro. L'herba trita con sogna, e impiastrata risolve le scrofole».
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