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ARISTOLOCHIA Aristolochia clematitis L. (Stallogi)
Inglese: Birthwort. Francese: Aristoloche clématite. Tedesco: Gemeine Osterluzei. Spagnolo: Aristoloquia clematitide.
Famiglia. Aristolochiacee.
Habitat e descrizione.
Piccola pianta perenne di origine
mediterranea, alquanto diffusa nei terreni calcarei e nelle zone
temperate (Europa centro-meridionale, Asia). È naturalizzata
nell'America del Nord. È una pianta erbacea le cui foglie hanno
forma ovato-cordata e sono intere; i suoi fiori hanno la corolla
giallo-verdastra, mentre il frutto è ovoidale e pendulo.
Note storiche.
Secondo Lemery (1719): «UAristolochia clematitis,
seusaracenica, ha rami dritti, e più forti delle altre, circa due
piedi alti: ha le foglie simili a quelle dell'Ellera, grinzute, e
sostenute da codicelle lunghe: ha i fiori lunghetti, e gialli, ma
pallidi: ha i frutti più grossi delle altre, di figura ovale, divisi
in sei celle, e pieni di seme schiacciato: ha la radice minuta,
filosa, o stoppacciosa, e grigia. Cresce ne' campi, Vigne, Boschi, e
ne' paesi caldi. Ve n'è di varie specie».
Parti usate. Rizoma e foglie.
Acido aristolochico, allantoina, olio essenziale, tannini, flavonoidi, un alcaloide (magnoflorina), fitosteroli.
È una pianta tossica. Alcuni autori hanno segnalato un aumento dell'attività dei globuli bianchi. Nell'uso esterno ha proprietà cicatrizzanti, ed è indicata nel trattamento delle fistole, ulcere, e nelle infezioni ginecologiche.
Curiosità:
I fiori giallo oro e l’odore particolare della
Aristolochia sono una trappola per gli insetti, i quali entrati
nelle corolla, a forma di pipa, scivolano su di un rivestimento
ceroso che si trova all’interno e poi una barriera di peli impedisce
loro di risalire all’esterno. Quando poi, il fiore appassisce, gli
insetti prigionieri, ricoperti di polline, si liberano, assicurando
così l’impollinazione.
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