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ARTIGLIO DEL DIAVOLO Harpagophytum procumbens D.C.
Francese: Griffe du Diable. Tedesco: Teufelskralle. Spagnolo: Una del Diable.
Pianta erbacea perenne dell'Africa del Sud e orientale, della savana e del deserto del Kalahari. È caratterizzata da grandi tuberi sferici, ma anche da fiori imbutiformi che sfoggiano tinte variabili dal rosso al violetto. I frutti sono duri e spinosi.
L'artiglio è usato da tribù boscimani, ottentotte e bantu per favorire la digestione. La pianta si usa come purgante, ma la radice, in infuso, è febbrifuga e tonica. L'uso del tubero essiccato è indicato per le donne che in gravidanza devono alleviare il dolore, nelle dosi di 0,25 grammi e per tre volte al dì. La medicazione prosegue, quindi, dopo il parto a un dosaggio più basso. Il tubero fresco, invece, si applica sull'addome delle donne gravide alle quali è stato diagnosticato un parto difficile. Con questa droga si può preparare anche un unguento che può essere applicato in tutte le forme di ulcere e di ustioni e altri generi di lesioni, incluse le formazioni cancerose. Questa pianta non è velenosa e i giovani germogli e le foglie possono essere mangiati in caso di necessità. Sembra che il gambo sia particolarmente resistente, tanto da portare alla formazione di fitobezoari nello stomaco, in grado di provocare occlusioni intestinali.
Ipocolesterolemizzante, blando analgesico;
l'artiglio permetterebbe di ridurre il consumo di cortisonici. È indicato
nelle affezioni reumatiche, nell'artrosi, negli stati dolorosi da flogosi,
nelle infiammazioni tendinee e muscolari. Questa droga possiede, inoltre,
un'importante azione ipoglicemizzante e trova applicazione anche nei
casi di insufficienza epatica. L'artiglio, tuttavia, va usato con prudenza
poiché, in rari casi, può provocare l'insorgenza di pirosi gastrica.
La sua prescrizione è, inoltre, controindicata nei pazienti con insufficienza
renale. Le preparazioni dell'artiglio del diavolo sono in decotto, oppure
in estratto.
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