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ASARO
Pianta erbacea perenne che si raccoglie in
primavera; è diffusa nei boschi umidi (specialmente faggete) dell' Europa
centrale, dell'Asia Minore. Presenta foglie reniformi e fiori nascosti
da piccioli; il suo frutto è una capsula. Ildegarda di Bingen, nei casi di gotta «molto avanzati» consigliava di mangiare foglie di asaro. Il Mattioli nel 1500 ci fa sapere che: «L'Asaro, il quale alcuni chiamano anchora nardo salvatico, è herba odorata, e coronaria fa le foglie simili all'hedera, ma molto minori, e più ritonde [...]. E l'asaro di calda natura provoca l'orina, conferisce à gli hidropici, e alle sciatiche antiche. Bevute le radici al peso di 6 dramme con acqua melata, provocano i mestrui, e purgano nel modo, che purga Fhelleboro bianco. Mettisi l'asaro ne gli unguenti. Nasce ne monti ombrosi, e assai se ne trova in Ponto, in Phrigia, in Illiria, e ne i monti Giustini dell'Italia». Antonio Campana così scrive dell'asaro: «Ha un odore fragrante, sapore acre amarognolo, nauseante; purga e promove le orine e il sudore; perciò il decotto è stato prescritto in alcune idropisie. Dose due dramme in una libbra di acqua, per farne decotto, da prendersi repartitamente in tre o quattro volte».
Olio essenziale contenente asarone e metileugenolo. Acido tannico, saccarosio. L'olio essenziale possiede un certo grado di tossicità.
Diuretico, espettorante in base al dosaggio. Si prepara in infuso, tintura ed estratto.
È tossica la radice ma lo può essere anche tutta
la pianta. Il decotto può essere emorragico, si può avere vomito e diarrea.
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