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BASILICO Ocimum basilicum L.
Francese: Basilic. Tedesco: Basilienkraut. Spagnolo: Albahaca, Alhàbega.
È una pianta erbacea annuale, aromatica, alta
dai 25 ai 60 centimetri, con piccoli fiori bianchi o rosei. Originaria
dell'India o dell'Africa, è stata poi introdotta nelle regioni subtropicali
ed è coltivata in quelle temperate. Ha radice a fittone, foglie decussate
di un bel verde lucido e forma ovale, con margine intero. I suoi frutti
sono tetracheni. La pianta si raccoglie in estate, al culmine della
fioritura. Citato da Plinio e Orazio, il nome di questa pianta deriva dall'attributo dato al suo profumo: «regale». I Greci, anticamente, pensavano che per un buon raccolto della pianta occorresse, nel momento in cui la si seminava, pronunciare una serie di insulti. Questo fatto permette, forse, di interpretare il proverbio «seminare il basilico», inteso nel senso di lanciare maledizioni. Nel xiv secolo venne composta una canzone popolare (il cui manoscritto è conservato nella Biblioteca Laurenziana) ispirata dalla storia di Isabetta da Messina che conservava la testa dell'amante decapitato dai suoi fratelli in un vaso di basilico, poi trafugato dai fratelli stessi. L'episodio è anche raccontato dal Boccaccio nel Decamerone, nella quinta novella della quarta giornata: «Questo fu lo malo cristiano/ che mi furò la testa/ del basilico mio selimontano./ Cresciut'era in gran podestà,/ e io lo mi chiantai colla mia mano./ Fu lo giorno della festa./ Chi guasta l'altrui case è villania,/ e grandissimo il peccato,/ e io la meschinetta ch'i'm'avia/ una resta seminata,/ tant'era bella, all'ombra mi dormia/ dalla gente invidiata;/ fummi furata e davanti alla porta». Il basilico giunse in Gran Bretagna e in America nel xvi secolo. E anche il Mattioli ci testimonia della considerazione in cui era tenuta questa pianta: «Dissero alcuni che mettendosi trito il basilico sotto una pietra ne nascono gli scorpioni; e che masticato e posto al sole se ne generino alcuni vermi, ma l'età che è seguita dopo costoro difende allegramente il basilico, provando che le capre lo mangiano». E Castore Durante scrive: «Giova alle passioni e alla malinconia e genera allegrezza». Il Comi afferma: «Questa pianta guarisce la sper-matorrea, ossia l'uscita spontanea dell'umor sessuale, e la stimatosi, ossia l'erezione dolorosa del pene che il suo uso è assai gradevole nelle lipomanie, malattie mentali con monomania e tristezza. Questa pianta ha goduto da tempi remoti di grande reputazione in molte specie di malattie come nella pazzia incoerente, puerperale, nelle demenze senili». Molto presente nelle tradizioni popolari sia greche che italiane, come elemento erotico o funerario, il basilico viene citato anche dal De Gubernatis, che ci riporta una tradizione delle donne di Chieti. Le ragazze di questo paese, infatti, portavano del basilico sul petto o in vita (forse come emblema di castità o di verginità), le donne sposate lo portavano sulla testa. Si ritiene che l'odore generi simpatia: da qui il nome, derivato da «Bacia Nicola»; ma se il fidanzato ne regala è segno di disprezzo. Spesso il basilico riveste un significato sinistro e a Creta è simbolo di lutto. In India, quando una persona entra in agonia, si versano nella bocca del morente i «cinque gioielli» dell'India e cioè: Ghee o burro chiarificato, foglie di basilico, caglio, oro e acqua santa. E sempre in India questa droga viene usata in lavaggi nasali e nelle malattie della pelle, mentre i Filippini la usano nelle infezioni fungine.
Foglie e sommità fiorite.
Se ne ricava un olio essenziale impiegato in profumeria. Olio essenziale costituito da metilcavicolo (anche detto estragolo), linaiole cineolo, pinene, ocimene, sesquiterpeni (canfora). Altri componenti: tannini, saponina acida, proteine, carboidrati, vitamina A, acido ascorbico.
Il basilico trova applicazione negli stati
ipotensivi. Possiede azione digestiva, carminativa, bechica e, alle
giuste dosi, azione sedativa e favorente il sonno. E particolarmente
indicata negli stati di stress psicofisico per le sue proprietà toniche
e risulta assai efficace nei pazienti depressi, in cui è in grado di
elevare rapidamente il tono dell'umore. Anche per questa pianta è necessario
raccomandare un uso e un dosaggio preciso in quanto un iperdosaggio
può provocare poussées ipertensive (sia pur moderate) e stati ansiosi. Vedi anche ricette: Basilico sotto sale
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