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CACAO
Francese: Cacao. Tedesco:Kakao-Baum. Spagnolo: Cacao.
Albero alto dai 6 ai 10 metri, originario delle regioni tropicali dell'Amazzonia, ma è coltivato in tutte le regioni tropicali. Porta foglie perenni, alterne, semplici, intere, brevemente picciolate. Ha dei fiori piccoli e rossi, e il frutto è una grossa capsula ovale contenente una polpa giallastra in cui si trovano i grossi semi.
Nel Settecento il grande poeta Giuseppe Parini consigliava: «S'oggi ti giova/ porger dolci allo stomaco fomenti/ sì che con legge il naturai calore/ v'arda temprato, e al digerire ti vaglia/ scegli il brun cioccolatte/ onde tributo/ ti dà il Guatimaltese e il Coribéo/ ch'ha di barbare penne avvolto il crine». È dai semi di un albero originario dell'America centro-meridionale, il cacao, che nasce il cioccolato, alimento ad alto valore energetico e nutritivo. Pare siano stati i Maya a coltivare per primi il cacao che, secondo gli Aztechi, era stato donato dal dio Quetzalcoalt perché accusassero meno la fatica del lavoro. In America, prima di Colombo, veniva usato specialmente in Messico come leccornia dalle classi ricche; i poveri lo consumavano bollito con farina di mais e peperone. I semi scuri del cacao vennero offerti a Cristoforo Colombo, nel corso del suo quarto viaggio, per la prima volta, al largo dell'Honduras, nell'isola di Guajana. E il fiorentino Francesco Carletti così scriveva: «I semi sgranati dai frutti maturi, si mettono in cassoni, si coprono con foglie e stuoie; li si lasciano per diversi giorni, cioè fino a quando, mutandosi in bruno intenso il colore ch'era delizioso e saranno diventati di un sapore veramente divino. Allora li seccano stendendoli al sole; indi li tritano tra due pietre levigate e la polvere con acqua, cannella, muschio, pimenta e ambra grigia, pongono a fuoco in certe loro ciotole; e sempre rimescolando il tutto con bastoncini; e quando mescola e rimescola, bolli e ribolli, e mormorando "choco-choco" l'intruglio spumeggia, tolgono la chocolata dal fuoco e se ne cibano tra canti, suoni e preci riconoscenti agli dei». Nel 1657 nacque a Londra la prima «Casa del cioccolato»; nel 1820 l'olandese Van Houten riuscì a fabbricare la cioccolata solida. Va detto che il cacao, assieme al caffè e al tè, fu considerato come farmaco, celebrato come tonico, diuretico e febbrifugo. Non tutti però erano in accordo, per cui vennero considerati come nocivi. A. Campana ci fa sapere che: «Sono molte le specie di Cacao, che si conoscono in commercio, le principali e più comuni sono il Caracca, che è il più grosso, il più untuoso, e meno aspro, il Marignone, che è il più lungo, più rosso, più arido, e aspro. Questi semi quando si estraggono dal frutto sono bianchi, e aspri; si sotterrano, e allora si colorano fermentandolo, e diventano neri, e poi si seccano, e si mettono in commercio. Sono molto nutritivi, e tale è la cioccolata, che con essi si compone: quando questa cioccolata è senza zucchero, o altre droghe, dicesi capuè, e allora è più amara, e più corroborante per lo stomaco. Dai semi di Cacao si ottiene il butirro di Caccao». In America latina quasi tutte le vivande sono condite con salse piccanti, tra queste è molto apprezzata la «mole» il cui ingrediente principale è proprio il cacao. In America centrale, invece, dai semi di questa pianta, ma della specie varietà «pec», si ottiene una bevanda molto comune, nutriente e rinfrescante: «el chocolate». Le bibite ottenute con semi tostati e poi macinati di cacao entravano nel cerimoniale religioso degli Indios, da ciò deriva il nome dato da Linneo a questa droga: Theobroma cacao che significa «alimento degli dei». I Cuna, tribù della Colombia, bruciano i semi di cacao come se fosse incenso; ma per gli Indios il cacao calma la sete e la fame, difende dal sole e dall'aria la pelle del viso e, preso a digiuno, preserva per quel giorno dai morsi delle serpi velenose.
Teobromina, caffeina, lipidi (burro di cacao) per circa il 50-55%, acido oleico. Dai semi (che danno la polvere di cacao) fermentati e poi torrefatti e macinati con l'aggiunta di zucchero e di aromi (vaniglia e caffè) si ottiene il cioccolato.
Energetico, leggermente stimolante
sul sistema nervoso centrale, diuretico, il cacao ha molteplici virtù.
E aromatico e facilmente digeribile. Assieme al cioccolato solubile
è un elemento ad alto potere calorico, grazie alla presenza di lipidi
e glicidi (ad eccezione del cacao amaro). Cento grammi di cioccolato
al latte danno mediamente 540 calorie, mentre per quello di gianduia,
la quota calorica è di poco inferiore. Sportivi, bambini (escludendo
la prima infanzia), persone che svolgono impegnative attività psicofisiche,
si possono aiutare mangiando cioccolato. La cioccolata non è consigliabile
negli obesi, nelle persone che soffrono di cefalea, di diabete e disturbi
epatici. Bisogna aver cautela anche per coloro che soffrono di disturbi
gastrici e di calcolosi renale ossalica. Il burro di cacao (ottenuto
dai semi) entra nelle preparazioni alimentari, e applicato localmente
favorisce la cicatrizzazione di ragadi e screpolature. In cosmesi viene
usato in creme e prodotti per la pelle e come protettivo ed emolliente
delle labbra.
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