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CAMOMILLA Matricaria chamomilla L.
Inglese: Scentic Mayweed, Wild Chamomile. Tedesco: Echte Kamille. Spagnolo: Manzanilla comùn, Ca-momila.
Note storiche. Macer Floridus la chiama Anthemis, e le attribuisce la proprietà di guarire dal morso dei serpenti. Cesare Menini da un ricettario attribuito a Michele Savonarola ci dice che «Per far venire il latte alle donne si consigliava: songia di gallina, songia di avoltora, songia di anatre, olio violato ana [in parti uguali] incorpora ogni cosa insieme al foco a modo giusto et colla, et di questo ungiti doe o tre volte al dì le pope et sempre lava quelle con acqua calda one sia bolito fiori di camomilla e sempre farai che sia calda la ditta acqua, poi assuga e con le mani ungi le pope». Sempre su tale ricettario, per far venire nere le mestruazioni, veniva prescritto un infuso di camomilla. E Mattioli, traducendo Dioscoride, riferisce che: «Chiamasi volgarmente l'antemide in Italia camamilla [...] non si ritrova appresso agli speziali in Italia altra camamilla che quella che fa il suo fiore di dentro giallo e candito per intorno [...]. Mitiga e leva i dolori, risolve i tumori, mordace che ulcera la carne ponendovisi sopra. E però coloro che vanno cacando per le strade, ove la nasce per il più, se ne forbano il sedere, sentono poco di poi un molestissimo ardore». Nel 1731 Gabriele Falopia ci suggeriva come fare l' «oglio di camomilla»: «Io pigliarò tre libre d'oglio commune vecchio, e vi metterò una libra de fiori freschi di camomilla in una pignata vitreata, e li metterò al sole, ò altro loco caldo per quindeci giorni, dipoi li farò bollire, e dipoi lo colarò con forte spressione, e per tre volte li mutarò li fiori con il medemo ordine della prima volta, ilché fatto lo riporrò». Il nome Matricaria deriverebbe dal latino matrix-matricis, cioè utero (perché le si attribuivano proprietà uterine) o dal greco mètro, sempre utero. Il nome camomilla deriverebbe dal greco cha-màimelon, che è il nome tecnico della camomilla, ed è dato dalla giustapposizione di chamài piccolo, umile e di mè-lori, cioè mela, per l'odore di alcune specie che somiglia a quello della mela ranetta (Plinio il Vecchio, Nat. Hist., XXI).
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