CARDIACA

Leonorus cardiaca L.


Inglese: Motherwort.

Francese: Agripaume cardiaque.

Tedesco: Echtes Herzgespann.

Spagnolo: Agripalma cardiaca, Cola deléon.


Famiglia. Labiate.

 

E’ una pianta erbacea vivace con un corto rizoma da cui sorgono i fusti semplici a sezione quadrangolare, alti 100 o 150 cm; è coperta da numerosi peli.

 

Le foglie, tutte picciolate, sono verdi nella pagina superiore e biancastre in quella inferiore; quelle inferiori sono palmato lobate, cioè simili a una mano, quelle superiori sono sempre più semplici.

 

I fiori sono inseriti in un numero di dieci trenta all'ascella delle foglie superiori; ogni fiore ha alla sua base una bratteola sottile; il calice ha cinque denti sottili che diventano spinescenti nella pianta secca; la corolla, di colore rosa, è divisa alla fauce in due labbra di cui il superiore è intero e peloso, mentre l'inferiore è diviso in tre lobi con il mediano più grande degli altri due.

 

Il frutto è formato da quattro acheni prismatici, con l'apice tronco, racchiusi nel fondo del calice.

 

Cresce dal mare alla regione montana dell'Italia settentrionale e centrale, manca in quella meridionale; si trova specialmente nei luoghi incolti e nei luoghi ruderali ed è talvolta coltivata.

 

La droga: la porzione aerea della pianta.

 

La porzione aerea della pianta si raccoglie durante la fioritura e prima della formazione dei frutti in giugno luglio; si taglia la pianta a dieci venti centimetri da terra, si monda dalle foglie secche e si formano dei mazzi non molto serrati.

 

L'essiccamento va condotto con cura all'ombra o in locale riscaldato facendo in modo che sia il più rapido possibile, evitare comunque temperature superiori ai 40°C che degradano i principi attivi della pianta. Si conserva in sacchetti di carta o tela in luogo asciutto e al riparo dalla luce.

 

Proprietà: sedative nervose e cardiache, ipotensive.

 

Principi attivi: la sostanza amara leonurina, glucosidi, saponosidi.

 

La Cardiaca agisce sul sistema cardiovascolare determinando vasodilatazione, abbassamento della pressione, diminuzione della frequenza delle pulsazioni cardiache.

Contribuisce inoltre a sedare l'eccitazione nervosa che consegue, per esempio, a un superlavoro della tiroide, a turbe del climaterio e a stati ansiosi.

Nei tempi passati se ne è fatto uso nelle crisi epilettiche. Quasi tutti i moderni ricercatori sono d'accordo su queste proprietà, ma indicano tuttavia che infusi e tinture ottenuti con alcool di bassa gradazione hanno una blanda attività. In conseguenza alla particolare sfera di azione, i preparati acquosi sono particolarmente validi proprio per ottenere, senza effetti collaterali, una blanda azione sedativa generale.

 

Uso interno: la porzione aerea della pianta.

 

Come sedativo nervoso e cardiaco.

Infuso: 2g in 100ml di acqua, una o due tazzine al giorno.

Tintura: 20g in 100ml di alcool di 20°, uno o due cucchiaini al giorno.

 

Note storiche. «La cardiaca (cosi chiamano oggi i moderni una pianta, che si rassembra in non so che modo all'ortica) [...]. La cardiaca adunque tiene quasi forma d'ortica, ma produce le frondi più tonde, crespe, pelose, e intagliate allo intorno, come quelle del ranuncolo [...]. Nasce nelle piazze, e lungo le strade à canto alle siepi, e lungo alle mura delle castella. Al gusto è così amara, che facilmente si può giudicare essere ella calida nel secondo, e secco nel terzo ordine. Lodanla i moderni per il batticuore, onde s'ha ella preso il nome di cardiaca. Lodasi nello spasmo, e per li paralitici. Apre l'oppilazioni causate da materie frigide, come fa il marrobio, mondifica i nervi, e assottiglia i grossi humori. Provoca l'orina, e i mestrui. Mondifica il petto dalle flemma, ammazza i vermini. La secca fatta in polvere, data à bere con vino alle donne, che non possono partorire, fa (come ho veduto) mirabile effetto.» Così scriveva il Mattioli, mentre il Tramater afferma: «Cardiaca, pianta simile al Marrobio selvatico si coltiva negli orti botanici. Il suo nome specifico deriva dalla proprietà che le venne attribuita di calmare la palpitazione del cuore».
 

 

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