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È una pianta erbacea biennale;
nel primo anno produce una rosetta di foglie basali, nel
secondo fra queste sorge il fusto, alto anche fino a due
metri, ramificato in alto; tutta la pianta è più o meno
munita di aculei.
Le foglie basali sono disposte
a rosetta, hanno un picciolo corto, sono oblungo -lanceolate
e lunghe sino a 30 cm; hanno la superficie normalmente glabra,
ma nella pagina superiore e inferiore sono presenti numerose
spine in particolare lungo le nervature. Le foglie del fusto
sono sessili, più piccole di quelle basali e di forma più
lanceolata.
I fiori sono riuniti in capolini
di forma ovoidale, lunghi 4-8 cm, posti al termine delle
ramificazioni del fusto; ogni fiore ha alla base una brattea
con lunghi aculei; la corolla, rapidamente caduca, è di
colore celeste-violetto.
Il frutto è un achenio angoloso,
lungo 5 mm, racchiuso nel tubo persistente dell'involucro.
È diffuso in tutta Italia
dalla zona mediterranea a quella subalpina; si trova al
margine dei fossi, nei luoghi incolti, fra i ruderi, nelle
macchie.
La droga: la radice e le foglie.
La radice si raccoglie in settembre-ottobre
dalle piante al primo anno di vegetazione; si monda dalle
ra-dichette laterali, si lava e si taglia in pezzi lunghi
5 cm che si spezzano in due per il lungo quando sono molto
grossi. Le foglie si raccolgono in marzo -aprile prima della
formazione dello scapo fiorale.
Le radici e le foglie si essiccano
all'ombra rimuovendole e controllandole spesso per evitare
attacchi di muffe. Le radici ben secche si conservano in
recipienti di vetro, le foglie in sacchetti di carta o tela.
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