CARLINA

Carlina acaulis L.

 

È una pianta erbacea vivace che, nonostante il nome « acaulis » che significa « senza fusto », si presenta ora con fusto breve o assente, ora con fusto alto in alcune varietà fino a un metro e talvolta ramificato.

 

Le foglie formano una rosetta basale fra cui sorge il fusto o, nelle forme acauli, il capolino; hanno forma ovale -oblunga, sono pennatifide con i lobi variamente incisi e terminati da spine pungentissime; la superficie è glabra in ambedue le pagine.

 

I fiori sono riuniti in un capolino disposto fra le foglie della rosetta o al termine del fusto. Il capolino ha parecchie squame alla sua periferia, le più esterne sono corte e spinescenti, quelle interne sono lunghe, strette e di colore bianco; i veri fiori sono disposti nella parte centrale del capolino, fra numerose pagliette sottilmente sfrangiate..

I frutti sono degli acheni di forma oblunga ricoperti di piccoli peli lucenti; sono sormontati da un pappo di peli pennati lungo un centimetro.

 

Cresce dalla regione submontana a quella subalpina di tutte le zone montuose d'Italia; le piante a fusto nullo o molto corto crescono nei prati e nei pascoli a quote elevate; nelle zone più basse si trova la varietà con fusto più o meno alto.

 

La droga: La radice.

 

La radice si raccoglie in ottobre-novembre quando la pianta è in riposo; si scava con la zappetta, si taglia al colletto, si eliminano le radichette laterali e si seziona in pezzi di 5 cm di lunghezza, che si spezzano in due per il lungo.

 

Le radici si essiccano al sole o in ambiente riscaldato; si conservano in recipienti di vetro.

Proprietà: diaforetiche, diuretiche, amaricanti, digestive

 

Principi attivi: olio essenziale, tannini, sostanze amare.

La Carlina, pianta dal fiore singolare e molto bello, è impiegata soprattutto come diaforetico, cioè per favorire la sudorazione, nei casi di febbre, raffreddore, influenza, e come diuretico. Oltre a queste proprietà, la Carlina ha quelle amaro -toniche, digestive, carminative, utili perciò nei casi di mancanza di appetito e di digestione lenta e difficile. Nella radice della Carlina, inoltre, sono state trovate delle sostanze ad azione disinfettante, utili in particolare per combattere i germi patogeni dell'epidermide. Queste sostanze, però, hanno una scarsa tollerabilità (come avviene, d'altronde, per le preparazioni bevibili se non giustamente dosate). Questo fatto, associato alla rarità della pianta e al fatto che se ne usa la radice (operazione eminentemente distruttiva), induce, se appena possibile, a sostituire la Carlina con altre piante aventi attività similare.

 

Uso interno: la radice

 

Per favorire la sudorazione, la diuresi e la digestione.

Decotto - 2 g in 100 mi di acqua. Una -due tazzine al giorno.

Tintura - 20 g in 100 mi di alcool di 60° a macero per 10 giorni. Venti -trenta gocce due tre volte al giorno. Tintura vinosa - 3 g in 100 mi di vino a macero per 10 giorni. Un bicchierino prima dei pasti.

 

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