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CARVI Carum carvi L.
Francese: Cumin des prés, Carvi.
Tedesco: Wiesen Kummel, Echter Kummel.
Pianta erbacea bienne, dai fiori bianco-crema, comune nelle aree montane. Cresce spontanea in Europa, Asia temperata, Africa del Nord ed è acclimatata in Nord America. Fiorisce in aprile-agosto; i suoi frutti sono diacheni di forma ovoidale, di fortissimo odore aromatico.
Le foglie del carvi, già adoperate come ingredienti nella cucina degli antichi Romani, nel Medioevo entrarono nella composizione di zuppe, di minestre e di insalate, per aromatizzarle e insaporirle; Mattioli (traducendo Dioscoride): «Chiamasi il "caro" volgarmente nelle speziarle "carvi", è seme notissimo per tutto. Nasce ne i prati e nelle colline. È il suo seme assai in uso appresso ai Tedeschi per mettere nel pane e in assai lor condimenti di cibi, come sono gli anisi a noi Toscani». Nella Storia naturale medica: «I frutti servono in medicina come stimolanti». I semi del carvi erano adoperati, in alcuni paesi, dai contadini per provocare, nelle capre, un aumento della produzione di latte. Questa droga, inoltre, entra nella composizione del liquore kummel.
Olio essenziale che contiene: carvone (50-60%), limonene, fellandrene, linalolo, alfa-pinene, thujone.
Altri componenti: proteine, zuccheri, fitosteroli, amido, flavonoidi.
I piccoli frutti sono digestivi,
carminativi, spasmolitici, galattogoghi, aromatici. È utilizzabile in
infuso.
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