COLA
Cola acuminata (Beauv.) Schott et Endl

(Noce di kola)


Inglese: Sudan cola nut.

Francese: Arbre à kola.

Tedesco: Kolabaum.

Spagnolo: Cola

Famiglia. Sterculiacee.


Habitat e descrizione.

Pianta originaria delle foreste tropicali dell'Africa, e in particolare del Sudan, dai cui semi si estraggono alcaloidi stimolanti e tonici. Cola deriva da una voce indigena del Sudan. La cola è un albero alto dai 5 ai 20 metri, dal tronco dritto, con foglie alterne, ovali e dal lungo picciolo. I fiori sono gialli e raggrappati in grappoli; i frutti sono formati da 5 carpelli. I semi sono contenuti in grossi follicoli verdi dapprima, gialli a maturazione.


Note storiche.

Sembra che una delle prime descrizioni della noce di kola sia del medico El Ghafety (xn secolo). Louis Lewin riporta che solitamente «la noce viene masticata in pezzetti, allo stato fresco: il sapore prima è amaro, poi è dolciastro: però vien presa anche allo stato secco, polverata». Sempre Lewin riporta una leggenda: «Un giorno che il Creatore era sulla terra, per vedere che cosa facevano gli uomini, e stava loro vicino, mise da parte un pezzo della noce, che stava masticando, e più tardi nel partirsene dimenticò di riprenderlo. Un uomo, che aveva osservato ciò, prese il seducente boccone; una donna l'ammonì a non mangiare il cibo stesso di Dio, ma l'uomo mise il boccone in bocca e trovò ch'era di buon sapore. Egli stava masticandolo quando il Creatore ritornò per cercare il pezzo di noce che aveva dimenticato, e s'accorse che l'uomo si sforzava di inghiottirlo rapidamente. Subito lo afferrò alla gola e si fece restituire il frutto. Da allora la laringe è diventata visibile al collo dell'uomo: è il segno della forte stretta delle dita divine».


Parti usate.

Semi (noci).


Componenti principali.

Caffeina, teobromina, tannino, amido, zuccheri.


Indicazioni terapeutiche.

Non più adoperata nelle prescrizioni mediche correnti, viene tuttora utilizzata come eccitante e antifatica dagli indigeni, ed entra a far parte di alcune bevande toniche in commercio. La sua attività è legata al contenuto di caffeina (1-2,5%).

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