COLCHICO
Colchicum autumnale L.

(Noce di kola)


Inglese: Meadow Saffron.

Francese: Colchique d'Automne.

Tedesco: Herbstzeitlose.

Spagnolo: Colchico autumnal.

Famiglia. Liliacee.


Habitat e descrizione.

È una pianta erbacea e perenne che, preferendo i luoghi umidi, si trova nelle aree montuose dell'Europa centrale; è diffusa anche in Italia. Il colchico, noto anche con il nome di «freddolina», fiorisce in agosto-settembre e i suoi fiori sono di colore rosa-lilla; la pianta fornisce però sia le foglie (lanceolate e carnose) che i frutti (capsule ovoidoli) solamente nella primavera successiva.


Note storiche.

Già conosciuto nell'antica medicina greca per le sue virtù antiartritiche e per la sua velenosità, il colchico è sempre stato usato con estrema cautela. Era l'erba prediletta di Mealea Meandro di Calophon (che scrisse in greco su veleni e antidoti), che ne denunciò l'azione di arrossare e accalorare il corpo, provocare vomito e straziare le viscere.
Uno dei rimedi più conosciuti, nel Medioevo, per la cura della malattia reumatica erano le famose «Pillulae Artheticae» composte principalmente da: euforbio, apio (il comune sedano), mirabolano kerbuli (simile alla prugna), mastice (la resina prodotta dal lentisco), hermodattilo (che secondo alcuni corrisponderebbe al colchico).
Dal 1618 la specie nostrana del colchico è iscritta alla farmacopea di Londra. Per Campana «I semi del colchico sono velenosi, così pure i fiori. Riguardo ai bulbi, alcuni li credono velenosi, altri buoni a mangiarsi. L'aceto di colchico viene proposto come succedaneo all'aceto scillitico. Il sugo dei fiori uccide gli insetti del corpo, ma produce quasi sempre delle pustole. La tintura vinosa di colchico è reputata specifica contro la gotta». Le virtù del colchico come antigottoso erano note già nel secolo scorso; eccone una singolare ricetta: «Vino aromatico di colchico 1 gr.; ipersolfato di chimina 2 gr. ; acqua di lattuga 200 gr.; Siraffo diuretico 30 gr.; un cucchiaio ogni due ore per più giorni».
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Parti usate.

Semi e bulbi (raccolti all'inizio dell'estate).


Componenti principali.

I bulbi e i semi contengono alcaloidi, soprattutto colchicina (sostanza amarissima e molto tossica), democol-chicina e colchicoside. Zuccheri, fitosteroli, amido, acido benzoico, acido salicilico, apigenina, acido caffeico.


Indicazioni terapeutiche.

Antipiretico, antigottoso, antineoplastico. Il tiocolchicoside (derivato semisintetico della colchicina) è un decontratturante muscolare. Il colchico è usato, a piccolissime dosi e per via interna, nell'artrosi e nella gotta. La colchicina è stata usata anche nel trattamento locale di alcune forme neoplastiche cutanee (condilomi acuminati) ed è antimitotico.


Tossicologia.

L'insorgenza della sintomatologia dell'avvelenamento da colchico (è velenosa tutta la pianta) può avere un periodo di latenza da uno a dieci giorni dall'ingestione. Inizialmente si manifesta con dolori addominali, nausea, vomito, diarrea emorragica, alterazione della coagulazione e solo più tardi aplasia midollare e sindrome emorragica quasi sempre fatale..

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