|
|
CREN
Armoracia rusticana P. Gaertner
Famiglia
Brassicaceae
|
Nomi comuni
Rafano rusticano, Armoracia
Sinonimi
Nasturtium armoracia Fr.
Nomi locali
Armuassa, Ravanasso (Lig.), Rafano, Ravanet (Piem.),
Peverella, Remolass (Lomb.), Jerbe cajarie (Friuli), Crein (Em.),
Barbaforte, Erba da scorbuto (Tosc.), Pizzica lingua (Umb.),
Rafanu di Spagna (Sic.), Armurata (Sard.)
|
|
Portamento
È una pianta erbacea vivace, glabra, con una grossa
radice carnosa a fittone; il fusto, alto fino a 80-100 cm,
è semplice in basso e ramificato solo in alto.
Foglie
Le foglie basali sono lunghe fino a 80 cm, di cui 30
cm sono rappresentati dal picciolo; il lembo è ovale- oblungo
con il margine semplicemente dentato o crenato oppure profondamente
inciso in lobi oblunghi. Le foglie del fusto variano da
quelle inferiori, che sono pennatifide con i lobi lineari,
a quelle superiori che sono intere o appena dentate e di
forma ellittica o lanceolato -lineare.
Fiori
L'infiorescenza è una pannocchia formata da corimbi che
durante la fruttificazione si allungano tanto da formare
dei racemi. I fiori hanno quattro sepali verdastri di forma
lanceolata, acuti, e quattro petali bianchi e obovali con
l'apice arrotondato e gradatamente ristretto-cuneati alla
base.
Frutti
Il frutto è una
siliquetta di 5 mm di diametro che a maturità si apre nelle
due logge che contengono ciascuna otto -dieci semi ovali
appiattiti.
Dove si trova
È probabilmente originario dell'Europa orientale e dell'Asia;
era già coltivato nel XII secolo e ancor oggi è oggetto
di coltivazione sia per gli usi culinari che medicinali.
Qua e là si è naturalizzato nella zona padana e prealpina.
La droga
La radice.
Quando si raccoglie
La radice si raccoglie da piante di almeno un anno in agosto-ottobre,
quando la pianta entra in riposo; si eliminano le radichette
laterali, si lava e si taglia in pezzi di 5 cm che si spezzano
in due per il lungo.
Come si conserva
La radice si
essicca al sole rimuovendola spesso e si conserva in recipienti
di vetro. Nei limiti del possibile, è preferibile usare
la radice fresca.
|

|
|

|
COME SI USA LA DROGA
PROPRIETÀ
rubefacenti, antireumatiche, risolventi, digestive
Principi attivi: glucosidi solforati: sinigrina e
mirosina.
Il Cren ha una solida tradizione alimentare come componente
aromatica piccante nelle salse e nelle insalate. Già gli
antichi associavano all'uso culinario quello medicamentoso
e riconoscevano al Cren la proprietà di stimolare la digestione.
Il suo uso interno sia alimentare che erboristico va fatto
con molta moderazione poiché ad alte dosi esso può dare
disturbi di stomaco e di intestino che annullerebbero i
benefici derivanti da un uso appropriato. Per uso esterno
il Cren ha la proprietà di stimolare l'afflusso di sangue
nelle zone trattate e si rivela perciò utile nei dolori
reumatici, nella sciatica, nelle contusioni. Il Cren può
essere usato in alternativa alla Senape: anche per uso esterno
si raccomanda cautela e moderazione poiché può causare,
su pelli sensibili, delle irritazioni.
USO INTERNO
la radice fresca
Per stimolare la digestione e la diuresi.
Decotto - 1 g in 100 mi di acqua.
Un cucchiaino o un cucchiaio dopo i pasti. Tintura - 20
g in 100 mi di alcool di 70" (a macero per 5 giorni). A
gocce su zucchero o in acqua.
Tintura vinosa - 3 g in 100 mi di vino (a macero per 5 giorni).
Un cucchiaio dopo i pasti.
USO ESTERNO
la radice fresca
Per reumatismi, sciatica, contusioni. Polpa - Applicare
interponendo una garza sulle parti interessate per 15 minuti.
Tintura - Diluire almeno due volte con acqua. Fare frizioni
sulla parte interessata.
Avvertenza importante
- Verificare sempre la sensibilità individuale sia per le
preparazioni che devono essere ingerite che per quelle che
vanno applicate sulla pelle.
|
|