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È una pianta perenne, suffruticosa,
con la porzione basale più o meno lignificata; il fusto
semplice, alto da 30 a 100 cm, è glabro in basso e peloso
in alto dove sono presenti anche numerose grosse ghiandole
che secernono oli essenziali.
Le foglie inferiori sono semplici,
hanno un corto picciolo, sono di forma obovata con il margine
intero; le altre sono imparipennate, hanno il margine seghettato
e la superficie inferiore pelosa. Le foglioline osservate
controluce presentano una punteggiatura pellucida, hanno
cioè dei punti in cui sono semitrasparenti.
L'infiorescenza è un racemo
semplice, raramente ha uno-due rami; il calice ha cinque
sepali liberi di forma lanceolata e fortemente pelosi nella
superficie esterna; la corolla ha cinque petali bianchi
venati di rosso o raramente tutti rossi, di cui quattro
rivolti verso l'alto e uno verso il basso; gli stami, in
numero di dieci, sono lunghi come i petali.
Il frutto è una capsula che
a maturità si divide in cinque parti contenenti ciascuna
due o tre semi ovali allungati con superficie liscia.
È frequente nei luoghi selvatici
e incolti dell'Italia del nord nella regione submontana
e raramente nella pianura padana; è raro in Italia centrale,
si trova qua e là in Basilicata e in Calabria.
La droga: Le sommità fiorite.
Le sommità
fiorite si raccolgono in giugno-agosto quando la pianta
comincia a fiorire; si recidono i fusti qualche centimetro
sotto il fiore più basso.
Le sommità si essiccano, riunite
in mazzi non troppo serrati, appendendole all'ombra in locale
aerato; si conservano in sacchetti di carta o tela.
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