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Dragoncello
temisia dracunculus L.
Famiglia. Asteraceae
(Compositae)
Nomi locali: Erba dragon (Lig.), Astragon,
Stregon (Piem.), Dragu, Stra-gonsel (Lomb.), Dragon, Erba stregon (Ven.),
Dragun (Em.), Serpentaria (Tose.), Erva anne-se (Camp.), Erva linusa
(Sic.), Stragoni (Sard.)
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È una pianta perenne con radici legnose ramificate;
il fusto, molto ramificato, è alto fino a 50-100 centimetri.
Le foglie basali sono trifide, cioè divise in tre lobi allungati;
quelle superiori sono semplici, hanno forma lanceolato-lineare,
sono sessili o hanno un picciolo molto corto, l'apice è
acuto, il margine può essere intero o appena dentato; la
superficie è verde e glabra.
L'infiorescenza è una pannocchia molto ramificata e ampia;
i fiori, di colore bianco-verdastro, sono riuniti in capolini
di forma globosa con un diametro di due millimetri; questi
hanno un involucro esterno di brattee ovali con il margine
bianco e semitrasparente; i fiori esterni sono femminili
per mancanza di antere.
Il frutto è un piccolo achenio lungo uno-due millimetri,
allungato-ovale e compresso lateralmente, di colore bruno
scuro.
Il
Dragoncello
è originario della Russia meridionale e dell'Asia centrale;
è coltivato specialmente nelle regioni dell'Italia settentrionale.
La droga:
Le foglie e le sommità fiorite.
Le foglie si raccolgono in maggio-giugno
recidendole una per una; le sommità fiorite si raccolgono
in luglio-agosto quando la pianta comincia a fiorire: si
tagliano i rami dell'infiorescenza evitando di prendere
la porzione legnosa.
Le foglie si essiccano disponendole
in strati sottili, le sommità fiorite si riuniscono in piccoli
mazzi; sia le une che le altre si pongono in luogo riparato
e aerato al riparo dal sole; si conservano preferibilmente
in recipienti di vetro o di porcellana.
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PROPRIETÀ: aromatiche,
digestive
Principi attivi: olio essenziale
(estragolo), cumaruie, tannini.
Il Dragoncello è una pianta molto usata in gastronomia,
dove serve soprattutto per insaporire insalate e salse.
Molto usato è anche l'aceto aromatizzato con Dragoncello,
che si ottiene facendo macerare 50-100 g circa di droga
fresca (le foglie) in un litro di buon aceto per un mese.
In campo erboristico si sfruttano del Dragoncello soprattutto
le proprietà stomachiche e digestive.
USO
INTERNO
le foglie o le sommità fiorite
Per aiutare la digestione.
Infuso - 2 g in 100 mi di acqua. A tazzine all'occorrenza.
Tintura - 20 g in 100 mi di alcool di 60° (a macero per
5 giorni). Venti-trenta gocce generalmente dopo i pasti.
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