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ENULA CAMPANA Inula helenium L.
Francese: Inule aunée. Tedesco: Echter Alant. Spagnolo: Inula griega.
Originaria dell'Asia centrale, anticamente era coltivata
sia come pianta ornamentale che come specie medicinale. La radice bruna
e carnosa, se essiccata, assume il profumo dell'ireos, e ha un sapore
piccante amaro. La pianta, abbellita da graziosi
Alessio Piemontese ci narra: «Dal mese di Luglio fino a Settembre si stilla la radice dell'enoia, le foglie si sogliono stillar nella fine di Maggio, l'acqua delle radici stillata, e datone bere all'infermo mattina, e sera, due o tre once per volta, farà l'effetto delle foglie, non si suol dare a bere aceto quanto ne potrà star dentro una scorza d'ovo». Antonio Campana così la descriveva: «Amara, stomatica: entra in molti composti stomatici, corroboranti. L'estratto è controstimolante. Dall'Inula helenium si estrae una sostanza che si considera come nuova, e che hanno chiamata inulina. Si ottiene questa sostanza facendo bollire la radice di enula in tre o quattro volte il suo peso d'acqua, e abbandonando il liquore a se stesso».
Radici, rizomi raccolti in autunno da piante giunte alla fine del secondo anno di età fino al terzo.
Olio essenziale costituito da lattoni sesquiterpenici di cui il principale è l'allantolattone, e poi da isoallantolattone, diidroallantolattone. Principio amaro (alantopicrina), fitosteroli, mucillagini, pectine, acido ascorbico, sostanze antibatteriche.
L'enula campana è usata, in tintura, sciroppo o estratto fluido, nelle affezioni dell'apparato respiratorio, in particolare nelle forme bronchitiche; la pianta possiede un'azione espettorante (sarebbe in grado di modificare le secrezioni bronchiali) e sedativa della tosse. All'enula, utilizzabile nelle cistiti, si riconoscono anche proprietà diuretiche, con una maggiore escrezione urinaria sia dei cloruri che dell'urea.
All' elenina si attribuisce un'attività antivirale
e antielmintica. La radice dell'enula entra inoltre nella composizione
di liquori. |