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ERBA MEDICA Medicago sativa L.
Tedesco: Saat-luzerne. Spagnolo: Alfalfa sativa, mielga.
Pianta erbacea alta dai 20 ai 90 centimetri, subspontanea o coltivata nella maggior parte delle regioni temperate. Rifugge i terreni molto umidi e troppo acidi. I fusti sono glabri, angolosi; la ra-dice, a fittone, è molto lunga. Le foglie sono composte da tre foglioline obovato-allungate e un po' cuneiformi, denticolate. Porta fiori blu o violetti riuniti in glomeruli o in racemi, con peduncolo più lungo di quello delle foglie. Un legume spiralato costituisce il frutto di questa pianta.
L'erba medica fu citata, per la prima volta, su documenti
che risalgono al periodo in cui si verificò la prima rivoluzione agricola,
avvenuta nel 7500 a.C. nell'Asia medio- centrale. Ma soltanto nel 700
a.C. la si rintraccia a Babilonia col nome di «Aspastu» o «Aspasti»
(nome di origine persiana). Il significato del nome Aspastu, letteralmente,
è: «foraggio per cavalli»; e con lo stesso nome si diffuse dalla Siria
alla Cina.
Vitamine (A, B1, B6, B12, C, E, Kl; biotina, acido pantotenico, acido folico, macina); aminoacidi (valina, lisina, fenilalanina, metionina, treonina). Zuccheri. Oligoelementi (Ca, P, K, Mn, Zn, Fe, Cu). Flavoni, isoflavoni (che le conferirebbero attività estrogenica); derivati cumarinici. Acido malico, acido ossalico, acido maleico.
Remineralizzante, può anche essere utilizzata nelle
persone debilitate. Si prepara in estratto. La medicina popolare utilizzava
l'erba medica per migliorare l'efficienza fisica, il peso, l'appetito,
e anche come diuretico. |