Eufrasia

Euphrasia officinalis L. (s.l.)

 

Famiglia
Scrophulariaceae

Nomi locali
Erba per i oeggi, Erba pei oci (Lig.), Seghersola selvatica, Brusafer (Lomb.), Ocialina, Lumini (Ven.), Eufraesia, Eufragia (Tose.)

 

Inglese: Eyebright.

Francese: Euphraise officinale.

Tedesco: Gemeiner Augentrost.

Spagnolo: Eufrasia comùn.

 

Portamento
È una pianta annuale erbacea con un fusto semplice,
0 ramificato fin dal basso negli esemplari più grandi, alto fino a 40 centimetri. La pianta è normalmente pelosa, ma in alcune varietà si presenta completamente glabra.


Foglie

Le foglie variano da quelle semplici e lineari a quelle ovali con la base cuneata e il margine diviso in denti più o meno acuti. Le foglie, sessili o con un cortissimo picciolo, sono alterne nella porzione in-feriore della pianta, mentre diventano opposte nella parte alta.

 

Fiori
I fiori, riuniti in racemi terminali, sono inseriti all' ascella di brattee della stessa forma delle foglie ma di dimensioni inferiori e con denti più lunghi. Il calice è tubulare e diviso in quattro denti acuminati; la corolla, anch'essa a tubo, si apre alla fauce in due labbra, di cui il superiore è spesso diviso in due lobi, l'inferiore in tre. Il colore è bianco o violetto chiaro con la fauce soffusa di rosa e macchiata di giallo.

 

Frutti
Il frutto è una piccola capsula oblunga racchiusa nel calice e contenente numerosi semi striati longitudinalmente.

Dove si trova
Cresce dalla zona mediterranea a quella alpina di tutta Italia; si rinviene facilmente nei prati e nei pascoli.

La droga
La pianta intera.


Quando si raccoglie
La pianta si raccoglie da luglio a settembre estirpandola dal terreno con tutta la radice; si monda dalla terra e dalle foglie secche.

Come si conserva

La pianta si essicca all'ombra disposta in strati sottili o riunita in mazzi. Si conserva in recipienti di vetro o di porcellana.
 

 


COME SI USA LA DROGA

PROPRIETÀ
astringenti, antiinfiammatorie oculari e nasali, aperitive e digestive


Principi attivi: tannini, aucuboside.

Si dice che l'Eufrasia rafforzi l'acutezza della vista, corregga le miopie, faciliti l'adattamento dell'occhio alla luce troppo intensa. Al di là di queste proprietà ancora da sottoporre a moderne verifiche, l'Eufrasia può essere usata come antiinfiammatorio della zona oculare utile per decongestionare le palpebre, alleviare i sintomi delle congiuntiviti infettive, attenuare le irritazioni dovute a troppa esposizione al sole o a lampade. È utile inoltre per attenuare infiammazioni e congestioni della pelle e delle mucose; autori moderni ne hanno provato l'efficacia decongestionante, mediante aerosol, nei raffreddori.
Per uso interno la pianta ha la proprietà di stimolare l'appetito e i processi digestivi.
 

USO INTERNO
la pianta intera
Per stimolare l'appetito e favorire la digestione.
Infuso - 2 g in 100 mi di acqua. Una tazzina ai pasti principali.

USO ESTERNO
la pianta intera
Per decongestionare le palpebre e la zona attorno agli occhi.
Decotto - 1 g in 100 mi di acqua. Fare lavaggi sulla zona esterna dell'occhio e applicare compresse imbevute di decotto sulle palpebre per 15 minuti.
Per le infiammazioni dell'epidermide, della bocca e della gola.
Decotto - 6 g in 100 mi di acqua. Fare sciacqui e gargarismi e applicare compresse sulle zone interessate.

USO COSMETICO
L'Eufrasia, infusa nell'acqua del bagno, è utile per le pelli sensibili agli agenti atmosferici o facilmente arrossabili.

 

Note storiche.

 Già apprezzata da Dioscoride che la prescriveva per le malattie degli occhi, e Alessio Piemontese (1683) «a dischiarir la vista»: «Pilia di siler montano, di finocchio, di rosmarino, di ruta, di celidonia, di bettonica, di ciascuno oncia meza, di eufragia once due, di zuccaro once nove, pesta ogni cosa, e fanne polvere, e usarai mattina; e sera pigliarne un poco».
Scrive: Castore Durante (XVII secolo): «Mangiata tanto verde quanto secca: giova à tutti gli impedimenti che offuscano il vedere, per il che fare è necessario farla lungamente ne i cibi: sono alcuni che al tempo della vendemmia ne fanno il vino, ponendola nel mosto: l'uso del quale fa ringiovenir gli occhi dei vecchi, e leva via ogni loro difetto, [...] molti cò l'uso dell'eufragia hanno lasciati gli occhiali senza i quali non potevano leggere: e questo principalmente opera nei corpi grassi e flemmatici. Dassi utilmente la polvere d'eufragia à difetti de gli occhi al peso d'una dramma con vino à digiuno, per molti giorni e Mesi fatta così. Prendesi d'eufragia, di finocchio ana onc. due. Macis scropolo uno. Zuccaro candio al peso del tutto, e fassi polvere. Di fuori. Vale alle cataratte, e alle caligini de gli occhi applicata à gli occhi per se sola, ò cotta in vino, ò vero applicando il suo succo».

 

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