FAVAGELLO

Ranunculus ficaria L.

 

E’ una pianta erbacea perenne con numerose radici tuberoso-carnose riunite in fascetti; il fusto, semplice o ramificato, è alto fino a 30 cm, è sdraiato, ascendente o eretto.

 

Le foglie sono in parte disposte a rosetta, in parte inserite sul fusto: le prime hanno un lungo picciolo slargato alla base in una guaina biancastra, la lamina ovale con la base cuoriforme, il margine da intero ad angoloso od ondulato, la consistenza carnosa; quelle inserite sul fusto sono più piccole, hanno il picciolo più corto e talvolta hanno dei piccoli bulbilli all'ascella. Le foglie sono verdi e presentano spesso una macchia rosso porporina vicino all'attaccatura con il picciolo.

 

I fiori sono solitari su lunghi peduncoli che sorgono all'ascella delle foglie; il calice ha tre sepali ellittici; la corolla è formata da un numero variabile di petali: da un minimo di sei otto fino a un massimo di dodici; questi sono oblungo lanceolati, di colore giallo intenso e lucenti.

 

Il frutto è formato da numerosi acheni ovoidali, con l'apice acuminato, inseriti sul ricettacolo.

 

Cresce dal mare alla regione montana di tutta Italia; si trova nei boschi con suolo fresco, nei campi, nei luoghi erbosi e nelle scarpate.

 

La droga: le radici tuberizzate e le foglie.

 

Le radici si raccolgono in febbraio marzo, prima della fioritura, separandole dal resto della pianta e lavandole per eliminare la terra; le foglie si raccolgono, ben sviluppate, in aprile maggio.

 

Radici e foglie si usano normalmente fresche, quindi non vi sono modalità per l'essiccamento e la conservazione.

 

Proprietà: vescicatorie, revulsive.

 

Principi attivi: acido ficario e derivati, saponine, tannini.

 

Il Favagello è una pianta della famiglia delle Ranuncolacee che comprende molti individui con proprietà medicinali spiccatamente attive e, al limite, responsabili di seri inconvenienti. Il Favagello deve essere impiegato solo per uso esterno, e anche in questo caso con molta cautela. Esso infatti ha un elevato potere rubefacente e vescicatorio, proprietà che, se nei tempi passati erano utili per mancanza di altre sostanze medicinali più sicure, oggi sono superate da più moderne terapie.

Il Favagello viene impiegato tradizionalmente per guarire ragadi dell'ano, della vulva e dei capezzoli, la sciatica, la gotta e l'artrite mediante applicazione di droga fresca sulla parte interessata. L'uso di un così potente vescicatorio è da fare con estrema prudenza, sotto il controllo del medico e solo quando hanno fallito le altre terapie.

Per curiosità si può accennare che il Favagello veniva impiegato tradizionalmente anche mediante bagni di vapore, abbastanza simili ai suffumigi, esponendo cioè la parte malata al vapore di un recipiente di acqua bollente in cui veniva messa la droga.

 

Uso esterno: le foglie o le radici.

 

Come rubefacente e vescicatorio.

Polpa - Applicare sulla parte malata trattenendola il tempo necessario perchè si produca un forte arrossamento della pelle o una vescica.

Avvertenza importante - L'uso pratico di questa pianta è sconsigliabile.

 

 

HOME