Giaggiolo

Iris pallida Lam

 

 

Nomi locali Erba spaa, Scampafighi (Lig.), Spadoon (Lomb.), Riosi gazol (Ven.), Irios, Arioss (Em.), Ireos, Iride fiorentina (Tose), Iride (Mar.), Giglio (Umb.), Giglio pazzo (Abr.), Spatella (Camp.), Liri (Cai.), Spatulidda, Gigghiu (Sic.)
 

È una pianta perenne fornita di un rizoma strisciante orizzontalmente, spesso al livello del terreno; il rizoma è formato da segmenti ovali-oblunghi, ognuno dei quali produce, ogni anno, due nuovi segmenti; le foglie e il fusto fiorifero si sviluppano all'apice di questi nuovi segmenti; le radici sono inserite nella superficie inferiore del rizoma.

 

Le foglie, ordinate in due serie opposte, nascono dall' apice del rizoma, hanno la base slargata in una guaina che avvolge e ingloba la base della foglia successiva, sono a forma di spada e lunghe 30-40 cm; la superficie è glauca per la presenza di una pruina che evita vengano bagnate dall'acqua.

 

L'infiorescenza è formata da due-quattro fiori con i peduncoli che partono dall'ascella di foglie ridotte, inserite nella parte superiore del fusto. I fiori sono cinti da due brattee biancastre di consistenza cartacea. Nei fiori vi sono sei tepali di colore violaceo chiaro o quasi bianchi: di questi i tre esterni sono incurvati verso il basso, i tre interni sono eretti verso l'alto con l'apice incurvato verso il centro.

 

Il frutto è una capsula a tre comparti contenente pochi semi sferici di colore nero.
 

Cresce dalla zona mediterranea a quella submontana nelle zone più calde dell'Italia centrale e meridionale; altrove è coltivato e spesso naturalizzato.

 

La droga: Il rizoma.

 

Il rizoma si raccoglie quando la pianta è in riposo, in luglio-agosto; si scava con una zappetta, si eliminano le radichette e la corteccia esterna e si taglia in pezzi o in dischi per facilitare l'essiccamento.

 

Il rizoma si essicca al sole e si conserva in recipienti di vetro o di porcellana.

 

 

 

 

Proprietà: aromatizzanti, espettoranti, rinfrescanti, leggermente antisettiche

 

Principi attivi: olio essenziale (acido miristico e derivati, ironi, linalolo, geraniolo, furfurale), iridina, zuccheri, amidi.
I rizomi di Giaggiolo hanno un profumo molto gradevole che li rende utili e apprezzati in profumeria e in liquoreria. Subito dopo l'essic-catura non emanano odore: necessitano infatti di un periodo di stagionatura di circa due anni prima di sprigionare un profumo che ricorda quello delle viole.
Nel campo delle bevande i rizomi vengono impiegati per aromatizzare liquori dolci e delicati e per correggere distillati alcoolici troppo secchi rendendoli più abboccati. L'impiego più importante del Giaggiolo si ha in profumeria e in cosmetica; a parte l'impiego dell'essenza vera e propria in profumi, il rizoma finemente polverizzato viene usato per profumare e rendere lievemente disinfettanti talchi e ciprie, nonché dentifrici. Nelle campagne era uso dare un pezzetto di rizoma da masticare ai bambini in fase di dentizione. Per uso interno si riconoscono ancora oggi al Giaggiolo blande proprietà espettoranti e purificanti dell'apparato respiratorio.

 


USO INTERNO
il rizoma
Per i catarri bronchiali.
Decotto - 2 g in 100 mi di acqua. Due-tre tazzine al giorno.

USO ESTERNO
il rizoma
Come blando purificante e lenitivo della pelle e delle mucose della bocca. Decotto - 10 g in 100 mi di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute di decotto sulle zone interessate.

USO COSMETICO
Una quantità (a piacere) di rizomi finemente polverizzati può essere aggiunta al talco comune per renderlo profumato e rinfrescante.
 

 

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