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Giglio
bianco
Lilium
candidimi L.
Famiglia Liliaceae
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Nomi comuni Giglio di S. Antonio
Nomi locali Gigliu, Liviu (Lig.), Liri, Fiur
d'San Luis (Piem.), Zei de S. Antone, Gili bianch (Lomb.), Zi,
Xio del S. Antonio (Ven.), Gelli, Zelli, Zij (Eni.), Giglio
bianco, Giglio nostrale (Tose), Gijjo (Abr.), Gigghiu (Sic),
Lizu biancu, Lillu, Gliri (Sard.)
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È una pianta vivace fornita di un bulbo
composto da numerose squame gialle allungate; dal bulbo,
prima dell'inverno, sorgono le foglie primarie raggruppate
in un ciuffo; fra queste spunta, nella primavera successiva,
il fusto fiorale alto fino a 100-120 centimetri.
Le foglie invernali, in numero di sei
otto, sono lanceolate e senza picciolo, l'apice è acuminato,
il margine è spesso ondulato; sono glabre e hanno la superficie
superiore lucente; le foglie del fusto sono sempre più piccole
fino a quelle superiori che sono trasformate in piccole
brattee.
I fiori (da cinque a venti) formano
un corto racemo all'apice del fusto e hanno un robusto peduncolo;
i cinque tepali, di colore bianco, sono lanceolati con la
porzione apicale rivolta all'esterno e all'indietro e con
la superficie interna levigata; i cinque stami hanno grosse
antere con polline giallo-arancio.
II frutto è una capsula allungata che
a maturità si apre in tre parti e lascia uscire numerosi
semi tondi e piatti di colore marrone chiaro.
Originario dell'Asia Minore, è da tempo
remoto coltivato come pianta ornamentale nel centro e nel
sud d'Italia; talvolta si rinviene subspontaneo.
La droga: I tepali e i bulbi.
I tepali si raccolgono all'apertura
dei fiori in maggio-giugno; i bulbi si raccolgono in agosto-settembre
quando la pianta è in riposo: si scavano con una zappetta
e si staccano a una a una le squame.
I tepali si essiccano in strato sottile
all'ombra, le scaglie dei bulbi si fanno asciugare al sole
o in stufa a calore moderato. Tepali e bulbi si conservano
in recipienti di vetro o porcellana.
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Proprietà: emollienti, lenitive, antiinfiammatorie
Principi attivi: mucillagini, tannini,
steroli e glucosidi tipo scillina.
Anche il Giglio ha proprietà medicinali; la droga è costituita
dai fiori (tepali) e dai bulbi. A questi ultimi sono state
attribuite proprietà diuretiche, emmenagoghe ed espettoranti,
che tuttavia non è opportuno utilizzare essendo i bulbi
non completamente innocui. Valida e sicura è invece l'utilizzazione
tradizionale per uso esterno e cosmetico. Il bulbo cotto
è utile per risolvere foruncoli e paterecci e come generico
antiinfiammatorio ed emolliente sulle pelli arrossate, sulle
ustioni e sulle piaghe. I tepali vengono usati tradizionalmente
come lenitivo nel caso di scottature, dermatosi, eczemi,
pruriti.
USO ESTERNO
i bulbi
Per scottature e infiammazioni della pelle.
Polpa (del bulbo fresco) - Applicare
più volte nell'arco della giornata, interponendo una garza,
sulle parti interessate.
Polpa (del bulbo cotto) - Applicare
la polpa ben calda, interponendo una garza, sulle parti
interessate. Ripetere più volte il trattamento nell'arco
della giornata.
USO ESTERNO
i tepali
Per lenire scottature e pruriti.
Tintura oleosa - 10 g in 100 mi di
olio di semi o di oliva (a macero per 5 giorni). Fare lievi
frizioni sulle parti interessate.
USO COSMETICO
Gli estratti integrali di bulbi di Giglio hanno proprietà
bioattivanti cutanee sperimentalmente dimostrate, che spiegano
gli impieghi della cosmesi popolare dei bulbi freschi contusi
e soppesti (o cotti in poca acqua sino a ottenere una pasta
semifluida) per migliorare l'aspetto e la consistenza di
pelli senescenti, rilassate e stanche.
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