GINSENG
Panax ginseng C. A. Meyer
 

Famiglia: Araliacee.

Inglese: Ginseng.

Francese: Ginseng.

Tedesco: Gilgen, Ginseng.

Spagnolo: Ginseng.

 

Habitat e descrizione. Pianta erbacea perenne, alta dai 40 ai 50 centimetri circa, dai fiori di colore verde-biancastro; i suoi frutti sono piccole bacche rosse. Cresce in Russia, in Corea e nel Nord-est della Cina (Manciuria), privilegiando le zone umide e ombrose delle foreste montane; è alquanto raro allo stato spontaneo. Si trovano diverse specie di Panax: Panax quinquefolium L., o ginseng americano, originario del Nord degli Stati Uniti; Panax pseudoginseng Will che cresce spontaneo nell'Himalaya ed è coltivato nel Sud-ovest della Cina; Panax japonicus C. A. Meyer o Panax repens Maxim, considerato una varietà del Panax ginseng acclimatato in Giappone; Panax ginseng C. A. Meyer che cresce sia spontaneo che coltivato in Cina, Corea, Giappone e Russia. Quest'ultimo fornisce la droga più pregiata; si differenzia dalle altre per le maggiori dimensioni e la maggior compattezza dei tessuti.


Note storiche. Descritto da Marco Polo durante i suoi viaggi nel Duecento, il ginseng veniva chiamato nel Pents'ao King (618) e nel Pen ts'ao Kang Mu (1578), antichi testi cinesi, come il «tonico delle cinque viscere». L'importanza di questa pianta, nel passato, era tale che veniva usata per pagare i tributi al governo. Il termine Panax deriva dalle parole greche pan, tutto e da àchesis che significa rimedio per una cosa. Con il termine panàches i Greci indicavano «cosa che del tutto e tutto guarisce, perché è rimedio totale». Teofrasto indicava come panàches alcune piante quali la ferola, l'echinofera, l'enula e l'erba chinino (di origine asiatica). Anche il poeta Callimaco indica un' erba con proprietà medicinali con il nome di panacèa. Nella mitologia tradizionale Panacea è il nome della figlia di Asclepio, mitico re della Tessaglia noto come medico e ritenuto figlio di Apollo, nume tutelare della medicina e in tal senso ricordato da Omero nell'Iliade. Il ginseng veniva fra l'altro raccomandato come stimolante sessuale e per accrescere la fertilità. Campana così racconta del «Ginzang» (Ginseng, Panax quinquefolium): «Questa radice è della lunghezza e grossezza di un dito, bianca, e di fuori giallognola. I Cinesi l'adoprano negli estremi mali, e la mescolano in quasi tutte le loro preparazioni farmaceutiche; questa è la ragione per la quale è fra noi rarissima, e di tanto prezzo. Si sa che abbonda nel Canada, e così cesserà di essere rara. Il sapore di questa radice è soave, dolce, aromatico, misto d'amaro. Ha virtù eccitante, e può prescriversi in polvere e in decotto. In polvere la dose è da grani 12 a 2 dramme».

 

Parti usate. La radice è la parte che si usa in terapia e deve essere raccolta in autunno, essendo questo il periodo di maggior concentrazione dei principi attivi.
 

Le radici raccolte al sesto anno di vita della pianta sono di qualità migliore.


Componenti principali. I principi attivi del ginseng sono un complesso di sostanze glicosidiche di natura triterpenica, e sono: ginsenoidi o panaxosidi (abbiamo numerosi ginsenoidi: Ro, Ra, Rbl, Rb2, Re, Rd, Re, ecc.); inoltre vi sono le vitamine Bl, B2, acido nicotinico, biotina, acido pantotenico; tannini, zuccheri (glucosio, lattosio, maltosio), fìtoestrogeni, aminoacidi.


Indicazioni terapeutiche. Importanti studi scientifici sull'attività farmacologica del ginseng hanno messo in luce rilevanti proprietà della pianta, la quale ha mostrato una certa capacità immunostimolante sui linfociti umani e un'attività antivirale nel topo. Altre importanti proprietà di questa pianta sono la possibilità di diminuire il contenuto di zucchero sia nell'urina che a livello sanguigno, nonché un'azione antitumorale. È stato proposto l'uso dell'estratto di ginseng, non solo come fluidificante la circolazione sanguigna, ma anche come antiaggregante e nelle terapie di numerosi disturbi di natura circolatoria. Il ginseng determina una diminuzione del senso di fatica; il miglioramento dell'attività psicomotoria; l'accelerazione del recupero delle capacità psicomotorie dopo un estenuante lavoro. Il ginseng, e più specificamente i ginsenoidi, regolerebbero la neuro-trasmissione nel sistema nervoso. Questa droga è oggi considerata «adattogena», cioè capace di produrre uno stato di aumentata resistenza non specifica, migliorando la capacità di adattamento dell'organismo di fronte a difficoltà eccezionali e aumentando, al tempo stesso, la resistenza agli stress. Le esperienze condotte nell'uomo hanno confermato la capacità del ginseng di migliorare la performance fisica e mentale. Esso, infatti, aumenta significativamente la capacità di assorbimento di ossigeno, diminuisce la frequenza cardiaca e i livelli di lattato negli sportivi sottoposti a sforzo. Il ginseng va comunque somministrato con cautela e a giusti dosaggi. Si utilizza attraverso vari preparati quali tintura, infuso, estratto fluido.

 

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