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IRIS
Iris florentina L.
(Giaggiolo)
Inglese: Florentine Iris.
Francese: Iris de Florence.
Tedesco: Florentinische Schwertlilie.
Spagnolo: LirioFiorentino.
Famiglia. Iridacee.
Habitat e descrizione. È una pianta erbacea perenne, che porta un bellissimo
fiore di colore bianco o viola molto pallido e sessile. Presenta foglie
spadiformi, lunghe e i frutti sono capsule scure e ovaloidi. Vive bene
nelle zone temperate e si raccoglie in estate.
Note storiche. Del 1683 (A. Piemontese) è la «Pasta per far bianche
le mani». Si preparava in questa maniera: «Piglia radice d'irios, e
radice di gigli tenere, e bianche ana onc. 3 e pestale benissimo in
un mortaio di marmo netto, poi aggiungivi un'oncia di zucchero fino,
e di nuovo tornale a pestare, e incorporale bene col zucchero, poi conservale
in un vasetto di vetro. Metti poi questa pasta sopra le mani di fuora,
e lasciavela così finché tu senti che tiri troppo la pelle. Allora levala
via con le ditta, e verrà via ancora quella pelle la quale parerà morta,
poi lavati le mani con acqua fresca, e mettiti li guanti, e le mani
ti resteranno bellissime, e questo farai una volta ogni dieci giorni».
Antonio Campana (XIX sec.) ci fa sapere che: «Era molto in uso una volta
come espettorante; ora si adopera per i profumi». Nell'antica medicina
ayurvedica l'iris veniva usato per migliorare gusto e digeribilità degli
alimenti.
Parti usate. Rizoma.
Componenti principali. Olio essenziale costituito da: acido miristico,
palmitico, laurico, irone, idrocarburi paraffinici, linalolo e geraniolo,
fenoli. Flavonoidi, carotenoidi, amido, zuccheri, betasitosterolo, glicosidi.
Indicazioni terapeutiche. La pianta è indicata come blando bechico èd
espettorante nelle affezioni dell'apparato respiratorio. Si segnala
anche un'azione diuretica e spasmolitica. L'olio è usato in profumeria.
Si può preparare in tintura o estratto fluido.
Tossicologia. L'intossicazione si manifesta con una sindrome gastrointestinale:
nausea, vomito, diarrea.
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