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LIMONE
Citrus limonum Risso
Citrus limon (L.) Burm.
Inglese: Lemon tree.
Francese: Citronnier limonier.
Tedesco: Limonenbaum.
Spagnolo: Limonerò, Limerò.
Nomi locali: Limun, Sitrun (Lig.),
Limonciello (Camp.), Limiuni, Zagara (Sic.)
Famiglia. Rutacee.
Portamento.
È una pianta legnosa a foglie persistenti alta fino a 4-5 metri; i rami
giovani e le foglie non ancora ben sviluppate sono di colore bruno-violaceo:
questa caratteristica lo distingue dagli altri agrumi.
Foglie.
Le foglie sono ovali od oblunghe, il picciolo è tondeggiante ma presenta
talvolta due sottili ali ai lati, la base e l'apice sono acuti, il margine
è intero o più spesso inciso da dentelli; la superficie è verde lucente
sopra e opaca sotto; guardando la foglia in trasparenza si notano dei
punti traslucidi semitrasparenti: si tratta di ghiandole dove si producono
gli oli che danno l'odore alla foglia stropicciata.
Fiori.
I fiori
sono inseriti all'ascella delle foglie o su corti rametti; hanno il
calice campanulato diviso in tre-cinque piccoli lobi, la corolla è formata
da quattro-otto petali oblunghi di colore bianco all'interno e rosati
all'esterno; gli stami (da venti a sessanta) sono riuniti in un fascette
tra i petali.
Frutti.
II frutto, detto esperidio,
è ovale-oblungo, con una protuberanza conica all'apice e talvolta anche
alla base; la buccia, gialla all'esterno e bianca internamente, contiene
cinque-dieci spicchi carnosi in cui sono affondati i semi.
Dove si trova.
Originario dell'India, è da
tempo coltivato nelle zone calde d'Italia: Liguria e Italia meridionale
Note storiche.
Un'antica leggenda araba narra che alcuni malviventi, condannati a morire
per mezzo di serpenti velenosi, nonostante i morsi di questi sopravvissero.
La spiegazione di questo singolare evento si trovò nel fatto che i condannati,
prima dell'esecuzione della pena, avevano mangiato molti limoni. Pietro
Andrea Mattioli, nel 1500, così sentenziava: «Fassi del succo dei limoni
un siroppo utile a spegnere la caldezza della cholera, e nelle
febbri contagiose, e pestilenziali. L'acqua fatta de i limoni per lambicco
di vetro, oltre all'adoperarsi delle donne à polirsene il viso, guarisce
le volatiche, ovunque elle sieno nella persona, e similmente i pidicelli.
Data da bere à fanciulli, ammazza i vermini del corpo, il che fa anchora
il succo fresco, spremuto dal frutto alla quantità d'una oncia, più
e manco, secondo che son piccioli, e grandi i fanciullini. Il medesimo
spremuto da i limoni immaturi bevuto il peso d'una oncia e mezza con
malvasia, caccia valentemente fuora le pietre delle reni». Ma al di
là delle applicazioni terapeutiche, il limone entrava anche nella cosmetica,
e per «far bella la donna» si i accomandava alla corte estense nella
seconda metà del secolo XVI: Limoni freschi numero 56, et tagliali in
tre parte, uova fresche 25, et forati una agucchia da 20 busi, camphora
o. 3, et metti ogni cosa in lambico, et malva secca, latte de asina
bochali 1/2, et lambicha ogni cosa insieme con foco lento, cosa non
più vista». Scarpa riporta che in Centro America anemia, debolezza,
decalcificazione, impotenza sessuale venivano curate con questo composto:
si lasciavano macerare uova intere, con il guscio, in succo di limone
o di arancia; dopo qualche giorno il preparato andava preso a dosi frazionate.
In Messico, per arrestare le emorragie, venivano somministrate conchiglie
polverizzate:
nelle emorragie note come conchas nakar si versava, nella polvere di
conchiglia, del succo di limone
che toglieva le cicatrici e faceva bella la pelle. Un'usanza funebre
tedesca prevedeva di mettere, sotto il mento o nella mano del defunto,
un limone nel quale fossero stati infissi dei chiodi di garofano in
forma di croce. Pare che questa usanza risalisse ai tempi delle epidemie
di peste; infatti il limone era considerato un preventivo contro le
malattie contagiose.
La droga.
La corteccia del frutto e il succo.
Quando
si raccoglie. Il frutto si
raccoglie alla piena maturazione, quando assume un bel colore giallo:
si taglia la corteccia del frutto con un coltello, tralasciando la sottostante
parte bianca. Il succo si ottiene per spremitura e successiva filtrazione.
Come
si conserva.
La corteccia del frutto si essicca al sole e si conserva in sacchetti
di carta o di tela.
Componenti principali.
Acido ascorbico, acido citrico, vitamine gruppo B, vitamina A, olio
essenziale contenente: limonene, citrale, alfa-pinene, beta-pinene,
linalolo. Flavonoidi (esperidina, citronina). limonina, pectine, carotenoidi,
zuccheri (saccarosio, fruttosio, glucosio).
Proprietà. aromatizzanti, vitaminizzanti,
digestive, depurative, antisettiche, revulsive
Principi attivi: olio essenziale a base di
limonene e citrale, cumarine, flavonoidi (scorza); acido citrico, zuccheri,
vitamine C, B e P. Il succo di Limone ha valide proprietà antisettiche:
si usa, in caso di necessità, come disinfettante della pelle e della
cavità orale per piccole ferite e abrasioni, afte, angine e stomatiti.
Per via interna è utile, in forti quantità, per la gotta e il reumatismo.
Come cosmetico è un buon astringente (utilissimo per gli eritemi solari),
schiarente delle efelidi, detergente e purificante. La scorza, da cui
si ricava un pregiato olio essenziale per l'industria alimentare, liquoristica,
farmaceutica e profumiera, ha pure proprietà antisettiche utili nelle
bronchiti acute e croniche e in molte affezioni dell'apparato urogenitale
e della cavità orale. È utile in pomate e frizioni antireumatiche e
antinevralgiche per la proprietà di stimolare la circolazione locale.
Il succo, conosciuto in passato per le sue proprietà
antiscorbutiche, oltre alle ben note proprietà antinfettive, è ipoglicemizzante
e la polpa del frutto ha le stesse indicazioni di quella dell'arancio.
Dalle scorze del frutto si ricava un olio essenziale che favorisce i
processi
digestivi, è spasmolitico e antisettico. Quest' ultima proprietà si
esplica inoltre sulle affezioni dell'apparato respiratorio, agendo anche
come espettorante e balsamico. L'essenza di limone
entra inoltre nella composizione di diversi disinfettanti ed è utilizzata
esternamente per accelerare la guarigione di piaghe, afte e stomatiti.
Secondo accurati e recenti studi, condotti nell'Università del Winsconsin
da Michael Gould e colleghi, il limonene avrebbe azione antitumorale,
su alcune forme neoplastiche, non solamente curativa, ma anche preventiva.
Sull'onda di questi interessanti risultati, sono stati intrapresi tentativi
di terapie antitumorali nell'uomo, mediante la somministrazione orale
di limonene. Nell'uso cosmetico il succo, opportunamente diluito, rende
meno evidenti le efelidi e gli estratti di limone, al giusto dosaggio,
vengono utilizzati nel trattamento delle pelli grasse. Va infine fatto
presente che i flavonoidi agiscono sui vasi sanguigni della microcircolazione,
diminuendone la fragilità, la permeabilità e aumentandone la resistenza.
Un'ottima maschera per il viso si può facilmente preparare unendo al
succo di limone quello di cetriolo; picchiettate delicatamente, alla
sera, la pelle e otterrete un'azione nutriente e purificante.
USO INTERNO
il succo del frutto
Per la gotta, il reumatismo, l'artrite, la carenza di vitamina C, la
sete.
Succo - A cucchiaini, a piacere, o
in bibita.
USO ESTERNO
il succo del frutto
Come blando antisettico della pelle e delle mucose della bocca e della
gola.
Succo (puro o diluito se brucia troppo)
- Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi,
USO INTERNO
la corteccia del frutto
Come amaro-tonico, aperitivo e digestivo.
Infuso
(o decotto) - 2 g in 100 mi
di acqua. Una-due tazzine per volta, all'occorrenza.
Tintura
- 20 g in 100 mi di alcool
di 70° (a macero per 8 giorni). Un cucchiaino, su zucchero o in acqua,
all'occorrenza.
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