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PREZZEMOLO E’ una pianta erbacea biennale con una robusta radice a fittone bianco-giallastra; nel primo anno produce un ciuffo di foglie, nel secondo si forma il fusto fiorale alto fino a un metro, cilindrico, striato longitudinalmente e ampiamente ramificato. Le foglie, completamente glabre, hanno contorno generale triangolare sono bi o tri-pennatosette; le inferiori hanno i lobi ovali con la base cutanea e il margine dentato o variamente inciso e hanno un lungo picciolo scanalato nella parte superiore e dilatato alla base in una guaina amplessicaule; le foglie superiori hanno i lobi più stretti e interi, sono sempre più semplici e più o meno sessili. L’infiorescenza è un’ombrella composta da cinque dieci ombrellette formate a loro volta da dieci quindici fiori; il calice è piccolo e poco appariscente, la corolla ha cinque petali bianchi, talvolta soffusi di verde o di rosa, con la base cordata e l’apice acuto e ripiegato verso il centro del fiore. Il frutto è dato da due acheni piano-convessi con la superficie esterna percorsa da costolature verticali: quella mediana è più evidente delle altre. E’ originario dell’Africa settentrionale e dell’Asia Minore; è abbondantemente coltivato per gli usi culinari e qua e là si rinviene subspontaneo. La droga: le foglie e le radici. Le foglie si raccolgono, completamente sviluppate, dalla primavera all’autunno; le radici si raccolgono in autunno da piante al primo anno, si mondano dalla terra e dalle radichette laterali e si tagliano in pezzi o in dischetti a seconda della grandezza. Le foglie si usano fresche, le radici si essicano alll’ombra e si conservano in recipienti di vetro. Proprietà: aromatizzanti, vitaminizzanti, aperitive, diuretiche, sudorifere, stimolanti e le contrazioni uterine. Principi attivi: olio essenziale, apioside,vitamina C e, nella radice, anche apiolo. Le proprietà salutari del Prezzemolo, ben noto in cucina, sono poco conosciute e contaminate da credenze superstiziose. Le più recenti ricerche hanno confermato, per la radice, soprattutto proprietà aperitive, diuretiche e sudorifere; questa azione è dovuta principalmente a una sostanza flavonica, l’apioside. Le foglie pestate si impiegano, per uso esterno, contro le punture delle api e delle vespe. La polpa delle foglie, mescolata con olio e sale, calma profondamente il mal di denti, applicata direttamente nella cavità del dente o nell’orecchio corrispondente alla parte dolorante; la polpa delle foglie applicata sulle mammelle, a condizione che non siano infiammate, fa regredire il latte delle nutrici. Le foglie pestate sono anche un ottimo rimedio contro le contusioni. I frutti hanno proprietà aperitive, digestive e carminative, ma sono soprattutto degli efficaci regolatori della fase mestruale. I semi contengono una sostanza, l’apiolo, che eccita le fibre uterine. A dosi elevate i semi, e quindi le loro preparazioni, potrebbero risultare tossici e abortivi e, per questo sospetto, se ne sconsiglia vivamente l’uso senza la prescrizione del medico. Uso interno: le radici. Per stimolare la diuresi. Succo delle radici fresche – 5 10 cucchiaini al giorno. Decotto – 5g in 100ml di acqua. 2 o 3 tazzine dopo i pasti. Uso esterno: le foglie fresche. Contro le punture di vespe, api, calabroni. Succo o polpa – applicare, il più presto possibile, sulla parte interessata. Leggi la ricetta: Spezzatino di manzo agli aromi
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