TRIFOGLIO FIBRINO

E’ una pianta perenne con un rizoma lungo fino a un metro strisciante orizzontalmente sul terreno e di colore verde; dalla parte inferiore del rizoma si sviluppano le radici bianche, dall'apice si originano le foglie e il fusto, alto fino a 30 centimetri.

Le foglie hanno un lungo picciolo cilindrico che si dilata alla base in una guaina amplessicaule: alla caduta della foglia lascia la cicatrice sul rizoma; la foglia è divisa in tre foglioline ovali ellittiche con l'apice arrotondato e la base che si restringe in una specie di corto picciolo, il margine è intero e liscio o raramente ondulato; la superficie è glabra, con le nervature prominenti e biancastre.

L'infiorescenza è un racemo posto al termine del fusto; ogni fiore ha un lungo peduncolo che nasce all'ascella di una brattea ovale; il calice è verdastro e diviso in cinque denti; la corolla è tubulare in basso e divisa in alto in cinque lobi lanceolati di colore bianco-rosato, la superficie interna è coperta da peli robusti spesso arricciati.

Il frutto è una capsula, racchiusa alla base nel calice persistente, che a maturità si apre in due valve; contiene alcuni semi lisci di forma ovoidale e di colore giallo chiaro.

Cresce nei luoghi umidi (paludi, laghetti, fossi con acqua poco corrente) dalla pianura padana fino alla zona alpina di tutta Italia.

La droga: le foglie.

Le foglie si raccolgono in maggio luglio, quando sono ben sviluppate, recidendo le singole foglioline senza picciolo.

Le foglie si essiccano all'ombra in strati sottili; si conservano in vasi di vetro o porcellana.

Proprietà: amaricanti, aperitive, digestive, antispasmodiche, depurative, dietetiche, antinfiammatorie.

Principi attivi: l'eteroside meniantoside, il glucoside meliatoside, poco olio essenziale, fitosteroli, piccole quantità dell'alcaloide genzianina, tannini, colina.

Il Trifoglio fibrino è caratterizzato da un sapore amaro intenso, netto e pulito.

Alle particolari proprietà amaricanti si riallacciano quelle eupeptiche, toniche e digestive della pianta che stimolano le funzioni intestinali, normalizzano i processi digestivi ed eliminano fenomeni collaterali indesiderati quali inappetenza, dolori gastrici e addominali, gonfiori, mal di testa.

A queste importanti prerogative si aggiungono quelle dietetiche (vitaminizzanti e mineralizzanti) dovute principalmente alla presenza, nelle foglie, di vitamina C e di sali di ferro. Il Trifoglio fibrino è inoltre considerato utile nell'insufficienza epatica poiché contiene, tra l'altro, sostanze cinarinosimili atte e stimolare e a depurare l'organismo.

La tradizione popolare attribuisce a questa pianta anche proprietà lassative, emmenagoghe e febbrifughe, che però non sono state provate con certezza. Va detto, d'altro canto, che dosi eccessive possono dar luogo a disturbi intestinali con vomito e diarrea, per cui non è opportuno usare preparazioni concentrate per gli scopi detti sopra.

Nel Trifoglio fibrino sono presenti dei flavonoidi, il che confermerebbe le generiche proprietà antinfiammatorie attribuite alla pianta.

Uso interno: le foglie.

Per stimolare l'appetito e la digestione.

Infuso - 5g in 100ml di acqua o di vino rosso. Uno tre cucchiai prima dei pasti.

Come tonico, aperitivo, ricostituente, regolatore intestinale.

Succo - Due tre cucchiai prima dei pasti.

HOME